Tra poesia, musica e buon vino: Tom Tattoo riunisce la "End generations travellers"

La reunion del movimento culturale nato negli anni '90 è stata dedicata alla mitica figura del clochard Umbertì, definito da Tommaso Buglioni "Ultimo re di Ancona", per il suo essere davvero persona libera

Tommaso Buglioni legge una poesia dedicata ad Umbertì

In una società post-moderna in cui l’immediato ha sostituito il fine ultimo, in cui l’immagine ha sostituito la sostanza e dove i “non luoghi” hanno preso il posto dell’aggregazione, la libertà dell’individuo che consuma e costruisce con artifizi la propria identità diventa la più grossa illusione del nostro tempo. Un concetto di libertà diversa da quella che ha fatto grande quel personaggio anconetano che era Umbertì, al secolo Umberto Ceccarini: mitico clochard di Ancona, vero anarchico, forse uno tra gli uomini più liberi della storia cittadina per chi lo ha conosciuto. E’ in suo onore che si è tenuta venerdì sera la “End generation travellers reunion”, proprio nel salone di Tom Tattoo, dove gli amici intellettuali del capoluogo appartenuti a quel movimento culturale nato negli anni ’90 si sono dati appuntamento per condividere la musica, la poesia e del buon vino, facendo sì che un incontro tra amici fosse anche il modo per arricchirsi attraverso un confronto intimo ed artistico. Così venerdì scorso, gli artisti della “End generation travellers” hanno ridato vita alla memoria di Umbertì nel “salone-museo” di Tom Tattoo. Poesie, scritti e dipinti dedicati a quello che proprio Tommaso Buglioni definì “Ultimo re di Ancona”. Un altro modo di essere liberi. Forse più vicino a quello di chi aveva scelto di essere “barbone” nella vita. «Eravamo tutti accomunati da differenti interessi artistici - ha raccontato Tommaso Buglioni - Chi per la musica, chi la letteratura, chi per la pittura. Dopo tanti anni ci siamo rincontrati chattando di notte su Facebook chiedendoci perché non ci si rivedesse. Ci vorrebbe un teatro per mettere insieme tutte le nostre esperienze artistiche, ma io ho proposto di fare nel mio negozio intanto, giusto per buttar giù qualche idea e vedere cosa e come fare. Una sorta di puntata zero. Ci vediamo tra amici, beviamo del buon vino, mangiamo porchetta e sicuramente abbiamo risvegliano qualche sinapsi che ci fa pensare che siamo sulla strada giusta, magari tra un anno, sarà una serata in teatro, di prosa, poesia o musica».

Lo stesso Tom ha recitato alcune sue poesie dedicate ad Umbertì ed in generale alla vita di strada, alla cultura borderline dei personaggi che vivono esprimendosi come in un teatro, in cui il palco è il loro corpo. «Parlo di persone che si esprimono in vari modi, dai tatuaggi, al bere, al manifestarsi tra il pubblico in varie situazioni, m sempre lontane dalle convenzioni. Sono molto affascinato dai barboni, in loro trovo la massima espressione di libertà, Umbertì fu la massima espressione di libertà, quella di chi, da uomo che viveva in mezzo alla strada, ha sempre scelto della sua vita fino all’ultimo dei suoi giorni, di chi non ha mai invaso la libertà altrui, mentre lui faceva di sé ciò che voleva».

Non solo il primo tatuatore di Ancona Tommaso Buglioni, ma anche Andrea Carletti e Lorenzo Rovinelli, tutti e 3 tra i fondatori del movimento. All’evento tenutosi a partire dalle 18:00 c’era anche Luigi Alberto Pucci, il fotografo che rese famoso proprio Umbertì, il fotografo Fabrizio Redaelli, che ha detto come si sia «ricreata un’espressione artistica collegata alla storia di Ancona di cui tutti facciamo parte. C’è anche Lucia Galati, maestra d’arte capace di unire fotografia e pittura in opere uniche nel suo genere: «Per noi è come una riunione di famiglia e stare insieme non ha mai solo un significato esterno ma anche intimo, ci arricchiamo a vicenda attraverso la condivisione dell’arte che è la nostra vita. per cercare di andare sempre oltre». Mentre il vino friulano riempie i calici sulle note delle chitarre, qualcuno si chiede se ci sarà un prossimo appuntamento. «Questa esperienza deve ripetersi - ha ribadito Tommaso Buglioni - Questa è la possibilità per cominciare a pensare ad una grande manifestazione artistica». 

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