Lunedì, 14 Giugno 2021
Cultura

Cultura, misteri e leggende: viaggio nella Camerano sotterranea

Passando per la piccola Camerano, nessuno si aspetterebbe mai che possa nascondere un mondo sotterraneo. E invece, come si legge facendo un breve su ricerca su internet, "Ce ne è più sotto che sopra"

Grotte di Camerano

Passando per la piccola Camerano, nessuno si aspetterebbe mai che quella cittadina arrampicata sulle colline anconetane possa nascondere un mondo sotterraneo. E invece, come si legge sul portale web del turismo cameranense, “Ce ne è più sotto che sopra”. Le grotte di Camerano sono un mondo labirintico in cui la storia si mescola con la leggenda. Un chilometro circa di cunicoli sotterranei, antichi migliaia di anni, attraversano la città silenziosamente, come un fratello cattivo recluso ma dall’animo potente seppur nascosto. Chissà quanti, ogni giorno, sostano per un aperitivo in piazza Roma, senza rendersi conto di essere ad un palmo di naso dalla storia. E pensare che l’ingresso per il viaggio nella Camerano sotterranea comincia proprio lì, a pochi passi dalla chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Secondo alcuni studiosi le grotte, nel corso degli anni, sono state utilizzate per svariati motivi. Nell’antichità come cantine per il vino, poi come cave per la raccolta di materiale o come acquedotto sotterraneo. Fino all’uso militare, a cavallo tra '800 e '900 e perché no, anche come discoteca negli ultimi decenni. Tante motivazioni, tutte logiche e comprovate. Ma non spiegato tanti interrogativi che la Camerano nascosta è capace dei instillare nella curiosità di chi la attraversa. Su tutti quelli che riguardano la simbologia, che ci ricorda come le sale sotterranee siano state senza dubbio luoghi di di culto religioso. Tra queste c’è la sala dei “Frati Guerrieri”, dove monaci guerrieri e ordini cavallereschi come i Templari avrebbero organizzato ospedali e aree adibite al raccoglimento spirituale. 

Ma i misteri sono appena cominciati. Tra un corridoio e l’altro, ci sono tante troppe sale in cui a far da padrone è un ingegnoso artificio architettonico capace di diffondere le onde sonore in modo tale che chiunque parli, da qualsiasi punto della stanza, venga udito da tutti i presenti con la stessa intensità di voce e come se questa provenisse da pochi centimetri dal proprio orecchio. Come fosse un sussurro. Niente male per tecniche che si perdono nella notte dei tempi. Ma a che scopo costruire cupole tanto complesse per un così perfetto ambiente sonoro?

Si prosegue, arrivando alla “Sala delle Cospirazioni”, collegata col palazzo della famiglia Corraducci, che nel XVIII secolo sarebbe stata vicina ai circoli dell’illuminismo e idealmente vicina alla Carboneria. Un fattore storico che, col passare del tempo, ha portato alla nascita di una tradizione orale ricca di mistero su come potessero essere usati quei cunicoli. E poi in numeri. Come l’”8”, numero importante per la tradizione cristiana, per quella pagana ma anche per quella esoterico-massonica. Siamo alla grotta Manciforte. Su una parete é scolpita una data: il 1888. Cosa significa? Non vi è certezza. Ma ritroviamo ancora il numero 8. Un’ipotesi è che sia la data in cui venne effettuato il raccordo tra il nuovo palazzo Mancinforte e la più antica rete sotterranea, dove passa appunto quella grotta. Ma dubbi restano.Il viaggio termina con La Grotta Ricotti. Uno degli ambienti più interessanti del complesso con i suoi suggestivi particolari architettonici. Sì, perché la grotta Ricotti altro non è che una vera e propria chiesa sotterranea, all’interno della rupe denominata “Sassòne”, annessa al castello medioevale.

Un viaggio in cui perdersi completamente e consigliato solo a chi è capace a reggere il peso del dubbio. Le certezze, quelle storiche, si trovano nei libri in superficie.

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