La grande opera al Pergolesi, nel weekend "Cavalleria Rusticana" e "Pagliacci"

Venerdì 2 dicembre alle ore 20,30 e domenica 4 dicembre alle ore 16 al Teatro Pergolesi di Jesi dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole e Opéra de Toulon. Sul podio Daniel Martinez Gil de Tejada, direttore spagnolo noto nei palcoscenici internazionali, direttore musicale di Òpera a Catalunya e presenza costante all’Òpera de Sabadell di Barcellona. La regia è del francese Paul-Émile Fourny, che torna a Jesi dopo il successo di Werther nel 2007. Le scene sono curate da Benito Leonori, i costumi da Giovanna Fiorentini, assistente alla regia Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori. Suona l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”, il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” è diretto da Carlo Morganti, il coro delle voci bianche è il Pueri Cantores “Domenichino Zamberletti” diretto da Gianluca Paolucci.

In Cavalleria rusticana debutta il ruolo di Santuzza Norma Fantini, artista che rappresenta l’eccellenza dell’opera italiana nel mondo e che ha calcato i palcoscenici più importanti tra i quali Teatro alla Scala, Covent Garden di Londra, Metropolitan Opera di New York, Wiener Staatsoper, Opernhaus di Zurigo, Bayerische Staatsoper di Monaco, Staatsoper di Berlino, Liceu de Barcelona, Teatro Real di Madrid, Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, New National Theatre di Tokyo. Turiddu è interpretato dal giovane tenore rumeno Alin Stoica al suo debutto in Italia; il carrettiere Alfio è il baritono argentino Fabian Veloz, autorevole presenza nelle scene internazionali che giunge a Jesi dopo i recenti successi al Metropolitan di New York, al Teatro Colon di Buenos Aires, a Santiago del Cile e a Metz. Completano la compagnia di canto Giovanna Lanza nel ruolo di Mamma Lucia, e Cristina Alunno che canta Lola.
Per Pagliacci, due interessanti debutti nei ruoli principali: Maria Teresa Leva, giovane soprano di Reggio Calabria, canta Nedda dopo aver cantato con successo, lo scorso maggio, Violetta nella Traviata all’Opera Royal de Wallonie di Liegi; interpreta il suo primo Canio il bielorusso Ilya Govzich, solista ospite del Teatro Bolshoi di Mosca e solista principale del Teatro di Saratov e di Helikon-Opera a Mosca. Tonio è Fabian Veloz, Silvio è Modestas Sedlevičius, Beppe è Christian Collia.

I due titoli sono il manifesto del verismo musicale, con spaccati di vita quotidiana e un’espressività portata all’eccesso, cui fa da sfondo l’onnipresenza oppressiva della religione cattolica: l’azione di Cavalleria Rusticana si svolge la Domenica di Pasqua e quella di Pagliacci nel giorno dell’Assunta. La musica trasporta in un quadro rurale ruvido e sottoposto alla violenza di un codice d’onore mediterraneo che conduce inesorabilmente alla tragedia. In un ambiente unico, che ricorda le dune di sale del Mar Mediterraneo, vanno in scena due drammi della passione e della gelosia, tra i più popolari del repertorio lirico italiano. “Cavalleria Rusticana” evoca il sogno di Santuzza, la donna tradita dal suo amante Turiddu che non rinuncia alla sua antica fidanzata. L’intrigo di “Pagliacci” si concentra sulla rappresentazione messa in scena da una compagnia di attori ambulanti, miscelando la commedia alla vita reale fino all’uccisione di Nedda e del suo amante, con gli interpreti visti come marionette manipolate dai fili del destino.

Per il regista Paul-Émile Fourny, “ci sono temi comuni alle due opere: il non detto, la passione, la gelosia, l’infedeltà, la vendetta che porta all’omicidio. Temi che sono le ricette stesse del verismo. In Cavalleria Rusticana domina una dimensione onirica attraverso uno dei suoi personaggi, Santuzza, che rivive la propria storia appunto in un sogno. L’opera è verista ma non manca il simbolismo: la mia percezione è vicino a quello di La vida breve di De Falla, con le emozioni vissute a fior di pelle; non volevo chiudermi nella rappresentazione concreta del villaggio, ma piuttosto andare all’essenza dei sentimenti. In Pagliacci l’astrazione del paese è ancora più evidente per concentrare l’azione sul teatro nel teatro, la commedia. Si esita sulla veridicità dei personaggi, ad eccezione di quella di Canio. Sono marionette o no? Una domanda che rafforza la follia di Canio... Per quanto riguarda la messa in scena di queste opere, siamo partiti dall’idea di un elemento comune: le dune di sale che si trovano in Sicilia, lungo il Mediterraneo. Sale, dove non cresce nulla, arido, ma così essenziale per il corpo, ed a lungo considerato un dono prezioso. L’azione ha luogo in tempi diversi: gli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale per Cavalleria, il momento attuale per Pagliacci che si svolge in un ambiente distrutto dall’ uomo, una sorta di discarica ricoperta da abiti di scena dismessi”.

La 49ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi di Jesi, è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini – presidente Massimo Bacci, amministratore delegato William Graziosi, direttore artistico Vincenzo De Vivo - con il sostegno di Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e della Regione Marche / Soci Fondatori Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini / Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Montecarotto, Comune di San Marcello / Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona / Fondatori Sostenitori Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia / Charity partner Medici Senza Frontiere / Sponsor tecnico Santarelli & Partners / Sponsor principale Nuova Banca Marche.
 
Biglietti da 15 a 70 euro.
INFO
www.operanconajesi.it
www.fondazionepergolesispontini.com
Biglietteria Teatro Pergolesi tel. 0731. 206888
Fondazione Pergolesi Spontini Tel. 0731.202944

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