Sabato 11 maggio percorso “da mare a mare” in sedia a rotelle coi candidati sindaco

L'evento, organizzato dalle associazioni che collaborano al Progetto A.Re.A., ha lo scopo di motivare i candidati al miglioramento della mobilità della città e renderla più vivibile per tutti

Una "passeggiata" in carrozzina a rotelle per saggiare le difficolta' che affrontano i disabili e quindi rendere piu' vivibile la città. Questa la proposta lanciata ai candidati sindaco di Ancona dalle associazioni che collaborano al Progetto A.Re.A. Il "test" per i futuri primi cittadini è fissato al centro Ancona sabato mattina 11 maggio, con partenza da Piazza XXIV Maggio, dalle ore 11,00 alle ore 12,30.

''L'evento - spiegano gli organizzatori - ha l'obiettivo di far compiere ai futuri amministratori della città una forte e propositiva esperienza che speriamo possa favorire, nel computo del loro prossimo mandato, una maggiore sensibilita' ed una forte consapevolezza di quanto oggi ci sia ancora da fare per rendere Ancona una città per tutti".

Le maggiori ditte di ausili della zona, il Centro ortopedico marchigiano e "Progettiamo Autonomia" forniranno "comode" carrozzine ai candidati che dovranno effettuare un percorso, preparato dal gruppo di associazioni, della durata di 45 minuti.

Il Progetto A.RE.A. (Associazioni in Rete Ancona) è nato nel 2012 per sostenere le famiglie coinvolte nelle quotidiane difficoltà connesse alla sfera della disabilità, senza distinzione di patologia, età e condizione. Le associazioni invitano la cittadinanza, e tutti coloro che hanno a cuore il problema della disabilità, a partecipare numerosi all'evento.

D'ANGELO. Non salirà sulla "carrozzina" per la passeggiata ma ha dato la sua disponibilità ad essere presente per assistere alla fase preliminare dell’incontro a favore dei disabili. A Italo D’Angelo, candidato della lista civica “La Tua Ancona” e del Pdl, non piace la “Camminata… in carrozzina per una città migliore”: "Mentre apprezzo le finalità della manifestazione per sensibilizzare gli amministratori alla eliminazione della barriere architettoniche, non sono d’accordo nel modo come viene attuata. Questa manifestazione può essere interpretata dall’esterno come una esibizione di una sofferenza che comprendo perché molto vicina alla mia famiglia. Tra le difficoltà maggiori che un minorato fisico deve affrontare c'è la curiosità della gente. Vi sono persone che lo additano senza alcun riguardo, ne parlano sul bus o al ristorante, ne commentano il comportamento, l'aspetto e persino il valore nella società. Per il disabile sono tutte esperienze avvilenti: ciò che le persone normali chiamano "guardare", nel disabile suscita la sensazione di sentirsi "fissato". Tale manifestazione non fa che aumentare nei cosiddetti normali la morbosità di fissare le persone in carrozzina…".
"Molti disabili - prosegue D'Angelo - non presentano una minorazione visibile. Sono i deboli di vista, i deboli di udito, gli epilettici, gli ammalati cronici e molti altri. Ci sono poi quelli che giacciono immobili in un letto perché affetti da Sla o da altre gravi patologie senza alcun aiuto dalle istituzioni. Nel nostro programma sosteniamo chi è più sfortunato a 360° gradi: dai progetti per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla dotazione di tutti i semafori cittadini di sensori acustici, tipo cicalino, per i non vedenti. Se eletto sindaco assicuro il mio impegno per tutte le disabilità e cercherò di aiutarle concretamente".

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