Civiche benemerenze, medaglia d'oro al fotografo Carretta: domenica la cerimonia

Si terrà il 4 maggio, all'Auditorium della Mole Vanvitelliana la cerimonia di consegna delle civiche benemerenze in occasione della Festa del Santo Patrono di Ancona, San Ciriaco

Si terrà  il 4 maggio, all'Auditorium della Mole Vanvitelliana la cerimonia di consegna delle civiche benemerenze  in occasione della Festa del Santo Patrono di Ancona, San Ciriaco.

La cerimonia, a cui sono invitate le massime Autorità religiose, civili e militari, avrà inizio alle 9,15 e sarà preceduta alle ore 8,45 dalla deposizione di un mazzo di fiori alla tomba del Santo e seguita dalla Santa Messa in Cattedrale. 
La giunta comunale, dopo avere esaminato le numerose proposte pervenute, ha deciso di assegnare il ciriachino d'oro ad un personaggio molto popolare ad Ancona, la cui famiglia (padre, fratelli e nipoti)  da decenni documenta i fatti cittadini salienti: Luigi Matteo Carretta, “storico” fotografo e fotoreporter del Corriere Adriatico, tuttora in servizio.  Luigi è cresciuto in collegio assieme ad alcuni dei suoi tanti fratelli sviluppando la passione per la fotografia e l'arte della rilegatura, che ha fatto sua con tale maestria da ottenere un incarico  presso la Santa Casa di Loreto. Appresa nel frattempo anche la tecnica di tipografo, ha lavorato a Torino per qualche anno prima di decidere di tornare nella sua città accettando un incarico del quotidiano “Corriere Adriatico”.  Erano gli anni Settanta e al giovane fotografo è toccato il compito di documentare le fasi del drammatico sisma dorico, che ha scosso la città per oltre un anno, e dieci anni dopo quello di ritrarre la frana di Ancona, con tutto il suo carico di desolazione. 

La giunta ha quindi deciso di assegnare 4 medaglie d'argento a personaggi e realtà che hanno contribuito alla crescita di Ancona, portandone alto il nome in un contesto oggi tanto fondamentale quanto bisognoso di figure trainanti, come quello imprenditoriale. Cominciando dall'ingegnere Vittorio Baldassari, subentrato al padre Arnaldo nella guida della IECE, azienda leader nel settore dell'illuminazione pubblica, di aeroporti e gallerie stradali, e ora affiancato dal figlio Francesco.  Uniti nel ricordo di Emilio Baldassari, illustre medico pediatra e fondatore dell'Ospedale “Salesi”. Inoltre alla Carlo Cagnoni Spa, azienda che oggi tutti conoscono alle Palombare ma la cui prima sede venne edificata di fronte a Porta Pia nel 1926, e fu distrutta dai bombardamenti. La Cagnoni ha sviluppato tali competenze e specificità nel tempo da diventare un punto di riferimento, sfidando la crisi.  Medaglia d'argento anche a Giorgio Caleffi, consigliere della Camera di Commercio, già vicepresidente di Confcommercio, per decenni Presidente e punto di riferimento degli agenti di commercio. Persona infaticabile, ha contribuito alla crescita della nota azienda Segafredo, nella quale operano anche i suoi figli, ottenendo importanti riconoscimenti dai capi dello Stato che si sono succeduti.  Insignita con medaglia d'argento del Comune di Ancona anche Patrizia Caporossi, docente, ricercatrice, autrice di numerose pubblicazioni, in particolare sulla cultura di genere.   Una donna al servizio delle donne, apprezzata sul piano nazionale e internazionale per i suoi meriti culturali e scientifici, tanto da ricevere ampio spazio sulla enciclopedia Treccani.  E una professoressa presa a modello da studenti sia liceali, sia universitari.

Attestati sono stati conferiti all'associazione Fondazione Iom onlus, già insignita di riconoscimento civico in passato, al servizio dei malati neoplastici terminali; al valoroso e pluripremiato vigile del fuoco anconetano, attivo nelle emergenze locali e nazionali,  Umberto Mazzanti;  alla Banda Città di Ancona con la sua orchestra di Fiati, a 140 anni dalla sua costituzione; agli agenti di Polizia Andrea Sebastianelli, Antonio Maddamma, Simone Palombi e Mirco Rebichini per avere tratto in salvo un ragazzo che- dopo avere provocato un incidente sotto l'effetto dell'alcol- si stava lanciando dagli ascensori del Passetto;  ai Carabineri della stazione di Collemarino Giuseppe Colasanto, Filippo Fresta e Sandro Montefrancesco per avere sventato anch'essi un suicidio e infine all'Ufficiale della Capitaneria di porto, Felice Tedone, per l'abilità con cui ha risolto la questione delle bombe al fosforo fatte brillare in mare e altre problematiche nel corso degli ultimi anni.

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