Vendemmia al via tra quantità e qualità: il 2017 è solo un brutto ricordo

La neve, una primavera fresca e le piogge di giugno: così i produttori di docg, doc e igp marchigiane possono esultare a un'annata che si prospetta davvero al top

Qualcuno sta già vendemmiando le varietà di uva più precoci e la basi spumante. Altri attendono la prossima settimana ma una cosa è certa: la vendemmia 2018 è destinata a far dimenticare la critica campagna dello scorso anno quando il perdurare della siccità costrinse i vignaioli ad armarsi di cesoie già a San Lorenzo. «Abbiamo accantonato la peggior stagione della storia italiana – commenta Andrea Pieralisi, amministratore delegato di Monteschiavo e Cantine Pieralisi – e ci prepariamo a quella che siamo certi sarà un'annata eccezionale. Abbiamo avuto forti escursioni termiche tra 32 e 18 gradi e questo, per noi che abbiamo vitigno a 350 metri sul livello del mare, darà moltissimi profumi ai bianchi. Le piogge di giugno sono state abbondanti e la neve ha aiutato a sanificare le piante, uccidendo i parassiti». Con vigne tra Arcevia, Poggio San Marcello, Maiolati Spontini, Morro d'Alba e Rosora, Pieralisi è pronto. «Inizieremo a raccogliere la prossima settimana partendo dalle basi spumante – aggiunge – la vendemmia vera e propria non prima del 3 settembre per i bianchi e fine settembre per i rossi». Tenute Pieralisi che si appresta a varare un bollicine nuovo di zecca: un metodo classico 100% Verdicchio. Sboccatura dopo 36 mesi e presentazione a fine anno. «Non vediamo l'ora» ammette Pieralisi. Sceglie la prossima settimana anche Vallerosa Bonci in quel di Cupramontana. «Partiremo dalla base spumante – ci dice Valentina Bonci – la qualità di quest'anno sembra molto buona e anche la quantità fa ben sperare». 

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Chi ha già iniziato a raccogliere è invece Gianluca Mirizzi (Montecappone e azienda Mirizzi). «Abbiamo iniziato subito con basi spumante ma anche Verdicchio, Sauvignon, Chardonnay e Moscato. I rossi? Alcuni Sangiovese sono già pronti. Per il Montepulciano è presto, se ne riparlerà a fine settembre». Anche dalla cantina jesina si guarda al 2018 con entusiasmo. «Fondamentale è stata la primavera, piovosa e umida – fa notare Mirizzi – ma anche la prima parte dell'estate. Le piante hanno germogliato in maniera anticipata come nel 2017 ma la neve di fine febbraio ha fortino un accumulo di acqua che poi ha fatto comodo. Come produzione siamo in linea con 2 o 3 anni fa. Per ora la qualità sembra essere di ottimo livello ma da qualche tempo perdura un po' di siccità. Ci vorrebbero un paio di giorni di pioggia per arrivare a buona maturazione, sarebbe ideale». Reduce da ben quattro riconoscimenti del Touring Club nella guida Vini Buoni d'Italia 2018, anche Mirizzi sta per lanciare sul mercato un bollicine 100% Verdicchio: sarà un extrabrut metodo classico da 24 mesi. Lasciamo la Vallesina per il Conero e anche qui c'è chi ha già iniziato. «La settimana scorsa sono partito con l'Incrocio Bruni che è più precoce, da lunedì inizierò con le basi spumante – rivela Silvano Strologo da Camerano – Sarà una buonissima annata perché abbiamo avuto piogge ma non grandine né attacchi di parassiti. Le viti stanno bene e i grappoli sono pieni. Il Rosso Conero? Da metà settembre in avanti». 
 

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