Martedì, 16 Luglio 2024
Economia

Coldiretti Marche, turismo: settore trainato da agricoltura, tradizione e cibo

Un movimento che, dopo il terremoto e la crisi Covid, torna a sorridere. Lo scorso anno, ad esempio, si sono registrati 2,5 milioni di arrivi in tutte le strutture ricettive marchigiane

ANCONA - Cibo, natura, bellezze artistiche e tradizioni. Il turismo marchigiano viaggia anche sulla buona alimentazione che si conferma uno dei motivi di scelta della destinazione con la cucina italiana che si classifica come migliore del mondo davanti a quella giapponese e quella greca secondo l’ultima classifica stilata da “Taste Atlas”, l’atlante on line del cibo di tutto il mondo che comprende anche prelibatezze regionali come le Olive all’Ascolana, i passatelli, i vincisgrassi, i maccheroncini di Campofilone o il Verdicchio. Cibi che nascono dalla tradizione contadina e che vengono sostenuti da 7.869 tra bar, ristoranti e pizzerie (dati Fipe) e da 540 agriturismi che servono su circa 18mila posti tavola il cibo del territorio.

“Mangiare fuori casa è in forte crescita, dopo l’emergenza Covid, ed ha un impatto rilevante sul sistema agroalimentare in un Paese come l’Italia dove nel complesso i consumi alimentari, nel 2023, sono stati pari a circa 287 miliardi di euro, di cui 195 miliardi in casa e ben 92 miliardi di euro fuori casa, il massimo di sempre secondo la Fipe. In altre parole oggi in Italia quasi un euro su tre è speso per mangiare fuori e diventa quindi rilevante l’indicazione dell’origine dei cibi serviti consumati nei menu - spiegano da Coldiretti Marche - L’attività di ristorazione è un determinante mercato di sbocco per molti prodotti agroalimentari per un importo di acquisti nella filiera stimato in circa 30 miliardi lo scorso anno, secondo l’Osservatorio Coldiretti. Dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”. Un movimento che, dopo il terremoto e la crisi Covid, torna a sorridere. Lo scorso anno, ad esempio, si sono registrati 2,5 milioni di arrivi in tutte le strutture ricettive marchigiane. Il 4,7% ha riguardato gli agriturismi che registrano una crescita sia per quanto riguarda gli italiani (+6% arrivi, +4% presenze), sia per gli stranieri (+10% arrivi, +14% presenze). E sono proprio gli stranieri a far registrare permanenze medie più lunghe: quasi 6 giorni di media contro i 3 degli italiani.

Tutto questo mentre è in forte crescita anche la domanda di esperienze enogastronomiche vacanziere con le Marche pronte ad accogliere questo segmento Strade del Vino, Città dell’Olio e 35 prodotti certificati dop, docg, igp, eccetera e mercati di Campagna Amica.

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