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Foto di repertorio

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Cosa fare per farsi rimborsare la "cresta" dei Comuni sulla Tari

Ecco i passi da compiere per verificare se si ha diritto al rimborso e come ottenerlo, spiegati dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala

I Comuni hanno fatto la "cresta" sulla Tari, ma chi ha pagato più del dovuto potrà ottenere il rimborso. Ecco i passi da compiere per verificare se si ha diritto al rimborso e come ottenerlo, spiegati dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala. Occorre anzitutto verificare l’annualità per cui si è pagata la tassa così da appurare se il tributo è stato suddiviso in quota fissa e quota variabile. Se infatti è stata applicata la vecchia Tarsu, il tributo aveva struttura unitaria, non c’erano le 2 quote, e dunque non è possibile alcun rimborso.

Il rimborso non sarà possibile nei Comuni con tariffa puntuale sui rifiuti, perché in questo caso la quota variabile della Tari viene calcolata per ciascun utente in ragione delle quantità di rifiuti effettivamente conferite al servizio pubblico; Occorre rileggere gli avvisi di pagamento del tributo che per ciascuna unità immobiliare distintamente accatastata dovrebbero fornire i dettagli del calcolo dell'importo da versare. Ove in corrispondenza delle unità immobiliari della casa e delle relative pertinenze siano state conteggiate separatamente più volte le quote variabili di tariffa, allora si è pagato più di quanto dovuto e si può chiedere il rimborso.

Per il rimborso occorre presentare apposita istanza entro 5 anni dal pagamento della Tari. Di fronte alla richiesta di rimborso, il Comune può esigere la dimostrazione che le unità immobiliari utilizzate in aggiunta all'abitazione siano davvero pertinenze di questa.

La domanda va presentata al gestore della Tari che può essere anche cambiato nel corso degli anni. In questo caso, la domanda va inoltrata al gestore attuale e non a quello dell’epoca, oltre che al Comune competente per la Tari in questione.

La richiesta deve ottenere risposta entro 90 giorni, dopo i quali, se non si avuta risposta, si può proporre ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale competente, sino allo scadere del termine di prescrizione. Se invece il Comune e/o il gestore rigettano espressamente la domanda, il ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica del rigetto.

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