Nelle Marche spesi nel 2019 oltre 1,8 miliardi di beni durevoli

Secondo l'Osservatorio Findomestic, nel 2019 le famiglie marchigiane hanno speso in durevoli 150€ in più rispetto alla media nazionale

foto di repertorio

Una famiglia marchigiana nel 2019 ha destinato all’acquisto dei durevoli 2.783 euro, 152 in più della media nazionale e 46 in più di quella del Centro. L’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, che ha delineato l’andamento del mercato dei beni durevoli nelle Marche, evidenzia inoltre come la posizione migliore spetta a Pesaro e Urbino (2.858 euro per famiglia), seguita da Ancona (2.802), Macerata (2.792), Ascoli Piceno (2.727) e, infine, Fermo (2.624). Complessivamente, nel 2019, la spesa per beni durevoli nelle Marche ha raggiunto quota 1 miliardo e 811 milioni di euro quota restando sostanzialmente invariata (-0,2%) rispetto all’anno precedente. Il settore mobilità in regione – il più importante in termini di valore assoluto di spesa -  ha sofferto un calo dello 0,9% della spesa in auto nuove (533 milioni) e una flessione record, la più marcata  in Italia, per il mercato dei motoveicoli (- 7,4% per una spesa complessiva di 51 milioni euro), mentre il segmento delle autousate è rimasto sostanzialmente stabile (+0,3%, 501 milioni di euro di spesa totale).. Il settore casa è invece in crescita: nel 2019 i marchigiani hanno acquistato elettrodomestici per 121 milioni di euro, il 5,1% in più rispetto al 2018 e mobili per 359 milioni di euro, +2,7%. In negativo, invece, il settore tecnologico con la flessione più marcata nel comparto della telefonia (-4,6%, 143 milioni di euro), seguito dall’elettronica di consumo (-4,2%, 53 milioni di euro) e dall’information technology (-2,9%, 50 milioni di euro). 

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«Nella Marche - commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic - si è registrata una dinamica negativa trasversale a tutti i mercati dei beni durevoli, fatta eccezione per quelli afferenti all’area casa. A soffrire di più è il mercato della mobilità, con la peggiore performance a livello nazionale per il segmento dei motoveicoli. Andamento negativo anche per il comparto tecnologico, in linea con quanto accaduto nel resto del Paese, con un deciso calo del segmento della telefonia che dopo 10 anni di crescita sconta un mercato condizionato anche dalla minore spinta innovativa dell’offerta in attesa dell’avvento del 5G».

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