Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Indesit, referendum: negli stabilimenti vince il sì all’accordo

E' passato con il 79.3% di sì negli stabilimenti e uffici marchigiani della Indesit il referendum sull'ipotesi di accordo raggiunta da Fim e Uilm (contraria la Fiom) sul piano di ristrutturazione dell'azienda

E' passato con il 79.3% di sì negli stabilimenti e uffici marchigiani della Indesit il referendum sull'ipotesi di accordo raggiunta da Fim e Uilm (contraria la Fiom) sul piano di ristrutturazione dell'azienda.

Lo rende noto Andrea Cocco della Fim Marche, secondo cui i lavoratori di Albacina, Melano, ma anche Ca' Maiano, via Corsi, via Campo sportivo, della sede centrale e di Comunanza (Ascoli Piceno), che hanno approvato l'intesa, “hanno premiato la determinazione, responsabilità e soprattutto la trasparenza della Fim”.

FICCO (UILM). Il sì non solo ottiene il 79,3% complessivo dei voti validi, ma vince in tutti gli stabilimenti, ad Albacina con il 79,6%, a Melano con l'77,7%, a Caserta con il 65,3%, ad Ascoli con il 91,1%, negli uffici di Fabriano con l'86,1% e negli uffici di Milano con l'86,9%". E' il commento di Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici, all'esito del referendum dei lavoratori Indesit, che ha approvato l'accordo del 3 dicembre firmato da Fim e Uilm, dal ministero dello Sviluppo economico e dalle Regioni Campania e Marche, contraria la Fiom. "L'accordo - afferma Ficco - crea i presupposti indispensabili per cercare di superare la crisi e di traguardare una possibile ripresa, affidando a ciascun stabilimento italiano una missione produttiva e prevedendo ammortizzatori sociali conservativi che siano in grado di scongiurare per almeno cinque anni i licenziamenti. Naturalmente la fine dall'attuale fase depressiva dipende soprattutto dall'Europa, ma le parti devono rispettare gli impegni assunti per far sì che, quando ci sarà la ripresa, essa possa andare a beneficio anche delle fabbriche italiane". "Chiediamo innanzitutto al Governo - conclude Ficco - di convocare il tavolo del settore degli elettrodomestici: i cinque anni guadagnati con l'accordo Indesit devono servire ad elaborare una politica industriale in cui ciascuno faccia la propria parte per uscire dalla crisi".

TROVO' (FIM). Il voto dei lavoratori del Gruppo Indesit interessati dalla riorganizzazione, approva l'accordo stipulato il 3 dicembre da Fim e Uilm con Indesit Spa e condiviso dai rappresentanti del ministero e delle Regioni approvando l'accordo con il 79,3% di sì''' dice Anna Trovò, della Fim Cisl nazionale. "L'altissima percentuale dei votanti (84,8%) e il plebiscito di sì - continua - oltre che confermare la piena condivisione dei contenuti da parte dei lavoratori, dimostra, se mai fosse necessario, come la Fiom abbia perso il senso della realtà. Non esistevano ragioni sindacali per non sottoscrivere l'ipotesi d'accordo e i lavoratori glielo hanno ricordato. Questo succede quando il sindacato dimentica la sua missione e si mette a fare politica passando da un talk show televisivo all'altro, invece che frequentare le fabbriche e ascoltare i lavoratori, negoziare e trovare soluzioni''. Per la Fim, afferma Trovò, ''il risultato di oggi non fa altro che confermare, smentendo chi, senza logica, l'accordo non lo ha mai ricercato, l'ottimo risultato raggiunto con l'intesa sottoscritta al ministero lo scorso 3 dicembre e dimostra, come i lavoratori sanno ben riconoscere e capire il complesso e responsabile lavoro negoziale''. Un lavoro che ''grazie alla massiccia mobilitazione dei lavoratori durata sei mesi, ha portato a profonde revisioni del Piano aziendale iniziale, determinando la cessazione di ogni atto unilaterale da parte di Indesit, compreso quello attuato con l'apertura della procedura di mobilità''. La Fim sarà impegnata ora, con l'azienda e con le istituzioni sia a livello di fabbrica, sia a livello nazionale, ''per sollecitare l'attuazione e la verifica di tutti gli impegni che sono stati presi attraverso questo importante accordo, affinché se ne garantisca nel tempo l'efficacia e risultati".

MICHELE SPERA (FIOM). "Nelle assemblee svolte in questi giorni abbiamo illustrato le ragioni per le quali non abbiamo condiviso questa intesa; sempre nelle assemblee, con altrettanta chiarezza, abbiamo detto ai lavoratori che l'esito del referendum sarebbe stato per la Fiom vincolante e che, in caso di una prevalenza del voto a favore dell'intesa, la Fiom, pur mantenendo il proprio giudizio negativo, avrebbe rispettato il pronunciamento democratico dei lavoratori interessati e di conseguenza firmato l'accordo.»
«La Fiom-Cgil ringrazia tutte le lavoratrici e i lavoratori per aver partecipato a questo importante esercizio democratico ed è impegnata a tutelare e a rappresentare al meglio gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori della Indesit, per impedire qualsiasi chiusura e licenziamento e nella discussione per il ricorso agli ammortizzatori sociali previsto dalla stessa intesa ma per il quale, ad oggi, non si è svolta alcuna discussione di merito."

(ANSA)

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