Economia

Regione, bilancio a “base zero” per il 2012: 200 milioni di tagli

Lacrime e sangue per il bilancio di previsione 2012 della Regione Marche. Al via le consultazioni con le parti economiche, sociali e sindacali

Pietro Marcolini, assessore al bilancio della Regione Marche

La Giunta regionale ha avviato la discussione sulle linee programmatiche del bilancio di previsione 2012.
A seguito delle manovre finanziarie nazionali, è stato evidenziato durante la discussione in Giunta, i trasferimenti statali alla Regione Marche si ridurranno a 20 milioni di euro nel 2012 rispetto a 220 dell’anno precedente: parliamo quindi di una "sforbiciata" da 200 milioni.

Ma questa potrebbe non essere neanche l’ultima base di riferimento, in quanto l’Europa sta chiedendo all’Italia un’ulteriore manovra finanziaria, fortemente restrittiva, per mettere in sicurezza i conti dello Stato. Si profila, infatti, una nuova manovra per altri 25 miliardi di euro, con evidenti ricadute negative sui bilanci regionali e degli enti locali.

“Quello che si dovrà costruire sarà, quindi, un bilancio di previsione di estremo rigore” fanno sapere da Via Gentile da Fabriano.
Niente margini per aggiustamenti contabili o finanza creativa: “Tutte le possibili elasticità contabili sono state utilizzate nel precedente periodo – scrive la Regione – ovvero nei quattro anni che hanno definito la crisi finanziaria ed economica dell’Italia e dell’Europa.
La Regione ha compensato, con le proprie risorse, la difficile situazione che si è creata, sostenendo la produzione, la liquidità delle imprese, i lavoratori in difficoltà, senza penalizzare i servizi alla persona.
Ma la “fantasia” si è esaurita, così come i possibili margini di manovra compensativi.”

Quello del 2012 sarà quindi un bilancio a base zero, dove le risorse verranno assorbite, quasi interamente, dalle spese incomprimibili e obbligatorie, con modestissimi margini di manovra discrezionali.
L’unica via che ancora offre qualche margine, è stato affermato durante il dibattito in Giunta, è quella dell’Europa, via che richiederà però “l’innalzamento del livello di confronto con l’Ue, valorizzando le capacità progettuali per intercettare i finanziamenti europei, che non vengono più distribuiti a pioggia, ma sulla base di interventi qualitativamente elevati e rispondenti alle linee strategiche dell’Unione”.

Nei prossimi giorni inizieranno le consultazioni con le parti sociali, economiche e sindacali per il confronto sugli indirizzi generali che ispireranno la costruzione del documento contabile.

Entro la fine del mese di novembre, il bilancio verrà inviato all’Assemblea legislativa per consentirne l’approvazione definitiva entro l’anno.
 

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