Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Legambiente: ogni anconetano consuma 156 litri di acqua al giorno

Il rapporto Ambiente Italia 2012 è dedicato al tema dell'acqua ed è stato presentato a Roma in occasione della giornata mondiale dell'acqua che sarà celebrata domani

Il rapporto Ambiente Italia 2012, di Legambiente e Istituto di Ricerche Ambiente Italia, è dedicato al tema dell’acqua ed è stato presentato a Roma in occasione della giornata mondiale dell’acqua che sarà celebrata domani.
Secondo i dati di Ecosistema Urbano di Legambiente e Sole 24 Ore, ad Ancona vengono consumati per uso domestico 156 litri al giorno per ogni abitante; 168 a Pesaro; 137,3 ad Ascoli Piceno e 140,1 a Macerata mentre la percentuale di dispersione in rete è del 24% ad Ancona, il 32% a Pesaro, il 20% ad Ascoli Piceno e il 13% a Macerata.
Nelle Marche, per quello che riguarda il sistema di fognatura e depurazione, secondo l’Annuario dati ambientali 2010, su un totale di 94 agglomerati, il 100% ha la conformità e il 77% ha la conformità alla depurazione, dato, quest’ultimo, che colloca la Regione Marche al di sotto del risultato nazionale (79%).
Delle 246 stazioni di monitoraggio del Centro Italia censite nell’annuario 2010 dell’Ispra, solo il 42% raggiunge o supera il “buono stato”, il 35% delle stazioni è appena sufficiente, il 16% è definito “scarso” e il 7% “pessimo”. A ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, dunque, questo obiettivo deve essere raggiunto ancora da molte stazioni di monitoraggio.

Secondo Legambiente Marche “occorre ripensare la pianificazione territoriale e urbanistica per ridurre l’artificializzazione e l’impermeabilizzazione dei suoli che fanno confluire nelle fogne le acque meteoriche che vanno a sovraccaricare inutilmente i depuratori”.
Bisogna poi favorire il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura e nei cicli industriali, modificando il decreto del ministero dell’Ambiente che prevede limiti alla carica batterica eccessivamente restrittivi (1000 volte più dell’Oms). Per tutto ciò saranno necessari enormi investimenti e una rimodulazione delle tariffe per coniugare l’efficienza del servizio con la tutela della risorsa.
Per Legambiente la nuova tariffa dovrà garantire gratuitamente 50 litri d’acqua pro capite al giorno, oltre i quali va definita una tariffazione progressiva che scoraggi i grandi consumi e gli sprechi.

In conclusione, secondo l’associazione ambientalista, “l’acqua in Italia costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura o nell’industria, e per questo se ne consuma troppa. Assicurato l’accesso universale al servizio e la fornitura minima per tutti, il prezzo dell’acqua va fissato tenendo conto che si tratta di un bene scarso, probabilmente destinato a scarseggiare sempre più anche a causa dei cambiamenti climatici, da consumarsi parsimoniosamente, attraverso un sistema tariffario che scoraggi gli sprechi e recuperi risorse per migliorare il servizio”.

Gli interventi e gli investimenti necessari a migliorare la gestione dell’acqua nel nostro Paese, tuttavia, possono rappresentare oggi anche una risposta efficace e duratura alla crisi economica in corso, oltre che alle esigenze di crescita e sviluppo del paese: “Ambiente Italia 2012 ha stimato gli effetti occupazionali di una politica volta ad accelerare gli investimenti nel settore idrico: attraverso investimenti che graverebbero in minima parte (meno del 10%) sul bilancio pubblicosi avrebbe la creazione di poco meno di mezzo milione di unità di lavoro in 10 anni, tra occupazione diretta e indiretta (in altri termini 45.000 posti di lavoro l’anno per 10 anni), senza considerare l’occupazione indotta dalla spesa dei redditi da lavoro e capitale generati dalla nuova occupazione”.
 

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