Economia

Pochi investimenti esteri nelle Marche, colpa di fisco e burocrazia

Bugaro (Pdl) cita i dati del rapporto "Doing business" della Banca Mondiale: le Marche hanno una posizione decisamente di retroguardia rispetto alle altre del Centro e Nord Italia

Nella foto: il vicepresidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Bugaro

“Troppo pochi gli investimenti esteri nelle Marche”.  A rilevarlo è il vice presidente dell'Assemblea legislativa Giacomo Bugaro (Pdl), che ha presentato un'interrogazione sull'argomento. Bugaro cita dati del rapporto "Doing business" della Banca Mondiale.
Per burocrazia, libertà economiche, fisco, accesso al credito, efficienza de tribunali, nella lista delle nazioni che intendono investire nel nostro Paese, l'Italia “si trova all'80/o posto su 183, ed in Europa addirittura al penultimo posto assegnatoci dall'Ocse tra gli Stati Europei tra il 2001 e il 2010 secondo le rilevazioni dell'Istituto nazionale per il Commercio estero-Comitato Investitori Esteri di Confindustria”.
Gli investimenti esteri rappresentano “appena l'1,2% del Pil” dell'Italia, che è “seconda alla Grecia (0,8%)”, ma di gran lunga inferiore a altri Paesi europei.
E le Marche, con un indice dello 0,8%, superiore solo a quelli delle Regioni meridionali con l'esclusione dell'Abruzzo (3,9%), hanno invece una posizione decisamente di retroguardia rispetto alle altre del Centro e Nord Italia (Umbria 1,5%, Lazio 6,2%, Toscana 2,1%, Emilia 2,8%, Veneto 2,2%, Friuli 3,8%, Trentino Alto Adige 3,4%, Liguria 3,1%, Valle d'Aosta 3%, Piemonte 5,0% e Lombardia 9,2%).

L'esponente del Pdl chiede al presidente della giunta Spacca di conoscere “il numero e il valore degli investimenti esteri nelle Marche” e “quali azioni di politica industriale intende assumere a livello nazionale nella concertazione Stato-Regioni e a livello regionale, coinvolgendo le associazioni e gli attori più rappresentativi, anche a livello istituzionale, per ridurre gli attuali tempi burocratici, migliorare le condizioni creditizie, la situazione giuridica e di sicurezza, affinché gli operatori esteri siano maggiormente disponibili ad investire nella nostra regione”.
 

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