Provincia di Ancona, a settembre oltre 2 milioni di ore di cassa integrazione

Sono queste le cifre delle ore di cassa integrazione richieste ed autorizzate a settembre in provincia di Ancona: 805mila di CIG ordinaria, 772mila di CIG straordinaria e 657mila di CIG in deroga. Ecco i dati completi

ANCONA - Sono oltre 2 milioni le ore di cassa integrazione richieste ed autorizzate a settembre in provincia di Ancona

E’ quanto emerge dai dati resi noti dall’INPS ed elaborati dall’IRES CGIL Marche. Rispetto a settembre 2014, le ore di CIG aumentano di circa il 50% con incrementi che interessano tutte e tre le tipologie: +36,1% per l’ordinaria, +48,4% per la straordinaria, +73,3% per la deroga. Le ore di CIG richieste ed autorizzate dall’inizio dell’anno sono quasi 11 milioni, il 10,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014.
Osservando le singole tipologie di cassa integrazione per i primi nove mesi del 2015 si rilevano le seguenti tendenze:

    le ore di Cassa integrazione ordinaria sono pari a 4 milioni, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2014 (+5,6%). A livello di settori si registrano incrementi per il mobile (+4,8%), per la meccanica (+14,9%) ed il calzaturiero (le ore di CIG sono più che raddoppiate rispetto al 2014).

    le ore di Cassa integrazione straordinaria ammontano a 4,4 milioni, con una riduzione del 20,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, diffusa a tutti i principali settori fatta eccezione per il calzaturiero in cui le ore di CIG straordinaria raddoppiano.

    Il ricorso alla Cassa integrazione in deroga è pari ad 2,3 milioni di ore, in calo rispetto allo stesso periodo del 2014 del 12,5%. Il calo è dovuto soprattutto alle variazioni negative registrate per i settori dei trasporti e dei servizi in genere. Aumenta la CIG in deroga, invece, nei settori del mobile (+12,6%), della meccanica (+32,7%), della chimica (+81,5%) e del calzaturiero (+29,3%).

“Il dato di settembre – dichiara Vilma Bontempo, segretaria Cgil Ancona -  fa registrare un aumento delle ore di cig  fino ad invertire la tendenza ad una riduzione evidenziata nell’ultima rilevazione di agosto. Questo significa che siamo ancora in un contesto incerto rispetto a quanti parlano di ripresa sicura.  Il dato più preoccupante riguarda la meccanica che è anche il settore dominante della nostra provincia per numero di addetti.  Ciò dimostra che la fase di ristrutturazione delle imprese non è finita e che le nome approvate di recente  sugli ammortizzatori sociali rischiano di peggiorare la condizione occupazionale del nostro territorio, dal momento che la nuova disciplina riduce il periodo di copertura nella sospensione dell’attività lavorativa”.
 

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