Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Piano Casa, la Giunta regionale propone la proroga fino al 2016

Canzian: "Questi primi cinque anni di attuazione del cosiddetto Piano Casa regionale hanno dato una prova tangibile della rispondenza della legge alle esigenze dei cittadini e delle imprese artigiane"

Il Piano Casa prorogato fino al 31 dicembre 2016, per “rilanciare il settore edilizio e offrire certezze ai cittadini”. La proposta è contenuta nella legge di assestamento del bilancio 2014, inviata ieri dalla Giunta regionale all’approvazione dell’Assemblea legislativa. Lo anticipa il vicepresidente e assessore all’urbanistica, Antonio Canzian.

La normativa nazionale è stata recepita dalla Regione, tra le prime in Italia, sei mesi dopo l’intesa con lo Stato, attraverso un provvedimento riassunto nello slogan “Costruire sul costruito”, che ha introdotto innovazioni e deroghe alle disposizioni regionale e comunali. “Questi primi cinque anni di attuazione del cosiddetto Piano Casa regionale hanno dato una  prova tangibile della rispondenza della legge alle esigenze dei cittadini e delle  imprese artigiane, dimostrando appieno la propria utilità per il rilancio dell’edilizia, nonché come contributo al  superamento della grave crisi economica ancora in atto”, ha dichiarato Canzian.

Secondo un’analisi condotta dall’Associazione nazionale dei comuni delle Marche (Anci), che ha interessato un campione significativo di comuni marchigiani (145, per una popolazione di oltre 1 milione e 100 mila abitanti), nel quadriennio che va dall’approvazione della legge al 2012, l’impatto del Piano Casa è cresciuto progressivamente, fino a interessare, nel 2012, quasi la metà dei premessi a costruire rilasciati. Nel 2009 (89 comuni rilevati), su un totale di 5.412 permessi, 881 (16%) erano riconducibili al Piano Casa. Nel 2012 la percentuale nei 145 comuni è salita al 48% (5.882 permessi, di cui 2.794 per il Piano Casa).

Canzian, in particolare, sottolinea un aspetto: “Nelle Marche, come in Italia, la gran parte degli alloggi appartiene alle famiglie che l’abitano. La rigidità delle norme ha sempre reso difficoltosa la trasformazione edilizia alle mutate esigenze familiari, ampliando il ricorso ai condoni per sanare difformità che invece, oggi, trovano piena rispondenza con le opportunità offerte dal Piano Casa”.

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