Nelle Marche cresce l’agricoltura sociale: a Staffolo progetto con i reclusi

Sono ormai oltre un centinaio le aziende agricole che hanno attivato servizi e iniziative a carattere sociale, dagli agrinidi al reinserimento lavorativo dei detenuti e dei disabili, anche con il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche

Sono ormai oltre un centinaio le aziende agricole che hanno attivato servizi e iniziative a carattere sociale, dagli agrinidi al reinserimento lavorativo dei detenuti e dei disabili, anche con il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche. E’ quanto afferma la Coldiretti Marche, sulla base di dati Istat, in occasione dell’avvio di un nuovo progetto che all’azienda agricola le Noci di Staffolo vedrà al lavoro due persone condannate a pene alternative al carcere e al soggiorno in una comunità di Cupramontana.

“Il sociale è una delle nuove frontiere dell’agricoltura e si stanno moltiplicando le esperienze che vedono le aziende offrire veri e propri servizi alla comunità  – spiega Francesca Gironi, responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa e titolare dell’azienda Le Noci –. In un contesto di crescente contenimento delle risorse pubbliche e di parallelo incremento della domanda sociale legata ai disagi diffusi e diversificati, creare un agriasilo in un’area montana, attivare una agricolonia per bambini o ospitare un disabile significa venire incontro a necessità delle famiglie che altrimenti non potrebbero essere soddisfatte, utilizzando le risorse esistenti sul territorio”.

Proprio la Gironi ha preso parte questa mattina alla firma del protocollo d’intesa promosso dall’assessorato regionale alle Pari opportunità per conciliare i tempi di vita e di lavoro. Ma agli agrinidi e al lavoro per i disabili e detenuti si aggiungeranno presto le agriresidenze per anziani, secondo capitolo del progetto per un welfare rurale promosso dalla Regione Marche. La nuova iniziativa riguarda la realizzazione di servizi di accoglienza e assistenza di qualità rivolti a pensionati. In pratica, le aziende agricole si propongono come strutture in grado di ospitare anziani autosufficienti, una sorta di case di riposo di campagna.
 La scadenza del bando, inizialmente fissata per il 14 gennaio, è stata prorogata al 14 febbraio prossimo.

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