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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Economia

I nuovi scenari marittimi del Mediterraneo passano per Ancona: quanto "vale" il nostro porto

Partendo dalle analisi geo-statistiche di SRM, Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo, ecco il punto sullo scalo anconetano

ANCONA - Il porto di Ancona rappresenta un driver strategico per raggiungere nuovi mercati di sbocco e uno snodo attraverso il quale innestare nuove scelte di investimento delle imprese. Partendo dalle analisi geo-statistiche di SRM, Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo, il punto sullo scalo è stato fatto in un eventi alla Loggia dei Mercanti, 

I numeri 

Le Marche vantano 3.200 imprese della filiera logistica che occupano 20mila addetti. Il valore aggiunto generato dall’economia del mare è pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Il contributo del porto di Ancona al PIL regionale è del 2,7%. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale è costituita dai porti di Pesaro, Falconara, Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara ed Ortona, in ordine geografico da nord a sud. Il porto principale, in termini di movimentazione di merci e passeggeri è Ancona.

Le merci

Nel 2021 ha movimentato circa 11 milioni di tonnellate di merci, registrando un aumento del 22% sul 2020 e dello 0,5% sul 2019. Le tipologie di merci più rilevanti in termini di movimentazione sono il RO-RO (traffico di automezzi gommati), le rinfuse liquide con 3,7 milioni di tonnellate (+7,3% sul 2020) movimentate presso la raffineria API di Falconara e i container con 167mila TEU (+5,5%). Importante il traffico RO-RO con 5,7 milioni di tonnellate (+43,5% sul 2020 e + 21% sul 2019). Il 34% dei camion che si imbarcano ad Ancona proviene da Francia e Spagna; il 32% dall’Europa centrale fino alla Gran Bretagna e alla Scandinavia ed il 5% dall’Europa dell’Est. Il restante 29% del traffico ha origine nel territorio italiano. L’83% di questo traffico è con la Grecia, Ancona è infatti leader per il Ro/Pax tra la Grecia e l’Europa centro-occidentale.

Traffico passeggeri

Per quanto riguarda il traffico passeggeri, nel 2021 il Porto di Ancona è stato interessato da 725mila unità con una forte ripresa sul 2020 (+92,2%) ma ancora lontano dai numeri del 2019 (-39,1%). La direttrice greca, che da sola rappresenta il 75% del traffico totale, è aumentata del 68%. Ai passeggeri su navi traghetto vanno aggiunti i crocieristi, circa 37mila. Il primo trimestre del 2022 conferma il trend di crescita con una movimentazione cargo di 2,7 milioni di tonnellate, che sta a significare +21,7% sul 2021. Ammontano a 869mila le tonnellate di prodotti petroliferi movimentati dalla raffineria di Falconara Marittima (+25,6%). Le rinfuse solide crescono del 134,3% con 152mila tonnellate con un aumento legato, in particolare, alla movimentazione di prodotti cerealicoli e di metalli, destinati quest’ultimi alla manifattura delle Marche e del Centro Italia. Positivo anche il traffico container pari a 42.107 Teus (+19,7%) nei primi tre mesi dell’anno.

Nel primo trimestre 2022 le merci trasportate nei Tir toccano 1,38 milioni di tonnellate, con una crescita del +14,3%, confermando il ruolo del porto di Ancona nelle Autostrade del mare, grazie al potenziamento delle linee per i porti greci di Patrasso e Igoumenitsa e al buon andamento del traffico merci sulla linea per l’Albania. Il traffico passeggeri dello scalo, nel confronto fra il primo trimestre 2021-2022, cresce del 24% arrivando a circa 77 mila persone imbarcate e sbarcate, ma ancora inferiore al primo trimestre 2019. È questo l’unico comparto dei traffici in cui gli effetti dell’emergenza sanitaria non sono stati ancora completamente assorbiti.

Il 43% dell’import-export complessivo delle Marche – pari a circa 6,7 miliardi di euro - viaggia via mare, in crescita del 44% rispetto al 2020. Via mare le Marche importano soprattutto Oil&Gas, metalli e macchine e apparecchi meccanici; sono esportate principalmente macchine e apparecchi meccanici, prodotti chimici e metalli. 

I mercati

I principali mercati di importazione via mare sono Far East, Middle East e Paesi europei no UE; i mercati di export sono il Nord America, i Paesi europei no UE e i Paesi dell’UE27. Il porto di Ancona non supporta solo le esigenze di internazionalizzazione delle imprese marchigiane ma è a servizio di un’area molto più ampia di cui fanno parte anche Abruzzo e Molise. L’import-export complessivo di quest’area vale 36 miliardi di euro, di cui circa 11 miliardi di euro viaggia su nave.

Finanziamenti e progetti

Anche il porto di Ancona è interessato da progetti del PNRR; il decreto 330/2021 prevede il progetto denominato “Intervento lungomare nord per la rettifica e la velocizzazione della linea ferroviaria con i materiali di escavo dei fondali marini” con una assegnazione di 10 milioni di Euro. Il progetto rientra nella categoria  Ultimo/Penultimo miglio ferroviario/stradale. Lo stesso decreto prevede 7 milioni di Euro per il cosiddetto Cold Ironing (elettrificazione delle banchine); l’iniziativa è denominata “Sistema di cold ironing per le navi traghetto ormeggiate nel porto storico di Ancona”. Ulteriori 4 milioni di euro per il cold ironing sono previsti per i porti di Pesaro, San Benedetto del Tronto, Ortona, Pescara.

Il progetto strategico che interesserà l’area è indicato nell’allegato al DEF Documento di Economia e Finanza e prevede circa 100 milioni di euro per il collegamento del Porto con la SS16; 40 milioni sono destinati inoltre alla realizzazione di un nuovo piazzale in ampliamento di quelli esistenti, alla realizzazione di una nuova banchina di allestimento, allungamento del bacino di carenaggio.     Ulteriore impulso al traffico ed all’attrazione di investimenti nell’area di gravitazione del porto potrà essere generato dalla ZES-Zona Economica speciale che vede tra le infrastrutture driver della crescita proprio lo scalo marchigiano.

L'indotto per la regione

Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo: «La cosiddetta economia del mare produce nelle Marche 1,5 miliardi di valore aggiunto e 6,7 miliardi di euro di import-export regionale viaggiano via mare. Numeri che danno la dimensione di quanto sia importante per le Marche il porto di Ancona.». Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche: «»Bisogna costruire delle filiere istituzionali per far sì che gli attori del porto possano condividere strategie e rendano il porto importante in tutti i suoi settori». Sabatini ha anche accennato all’importanza del settore cantieristico e sottolineato l’importanza del tessuto imprenditoriale: «Abbiamo aziende, manager ed esponenti politici che hanno una visione chiara sullo sviluppo del porto e la sua ricaduta sulla comunità regionale. Da qui dobbiamo ripartire»


Massimo Deandreis, Direttore generale SRM: «Siamo in una regione tradizionalmente molto legata al mare, infatti, abbiamo censito 3.200 imprese collegate alla filiera dello Shipping e della logistica ed inoltre il 43% dell’import export viaggia via nave. Le nostre stime dicono che, nonostante guerra e la pandemia abbiano stravolto l’intero sistema produttivo e inciso in modo significativo sullo sviluppo delle catene logistiche e sulle rotte, il Mediterraneo continuerà ad avere una sua centralità. Vanno perseguite quindi con insistenza politiche rivolte a valorizzare i porti, sempre più nelle direzioni indicate dal PNRR: digitalizzazione, sostenibilità e crescita delle connessioni inland, per essere sempre più al servizio della manifattura».
 

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