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Economia

Una Piccola impresa su cinque è in sofferenza, Confapi: «Ci sono nuovi strumenti per prevenire e salvare il business»

Confronto, organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tra imprenditori ed esperti sul nuovo Codice della Crisi d’Impresa. Barchiesi: “Adeguare gli assetti organizzativi aziendali”

ANCONA - Nelle Marche delle pmi circa una su cinque mostra segni di sofferenza secondo i parametri del nuovo Codice della Crisi d’Impresa. A scattare la fotografia dello stato di salute delle imprese marchigiane ci ha pensato la Stpg, società di advisory finanziaria, nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio organizzato da Confapi Industria Ancona per mettere a confronto imprenditori ed esperti sulle novità e sulle opportunità contenute nella nuova normativa che prevede tutta una serie di indicatori, di campanelli d’allarme per avviare in tempo utile azioni adeguate a evitare futuri default. “Abbiamo voluto organizzare questo incontro – spiega il presidente di Confapi Industria Ancona, Mauro Barchiesi – per spiegare a imprenditori, amministratori e sindaci cosa è cambiato, quali sono le nuove responsabilità e come si può predisporre un adeguato assetto organizzativo che sappia monitorare costantemente la “salute” dell’azienda. Strumenti che possono intercettare i segnali di crisi e agire in maniera tempestiva prima che questa diventi irreparabile”. Il report ha preso in esame un campione di circa 15mila società con un bilancio compreso tra 100mila e 50 milioni e con meno di 250 dipendenti. È emerso un quadro fatto di micro imprese: circa il 70% ha meno di 10 dipendenti, circa il 72% ha un fatturato inferiore al milione e mezzo. La salute? Quasi il 50% supera tutti gli indici previsti dalla normativa. “Le aziende marchigiane vivono una situazione di chiaroscuro – ha spiegato Giuseppe Pelliccioni, direttore della Stpg - 1 su 5 ha difficoltà ma ciò è frutto dell'attuale assetto produttivo fatto di pmi, le aziende che tra covid, aumenti dei costi dell'energia hanno subito di più e mostrato un indebolimento dei propri indicatori finanziari”. Secondo Camillo Catana Vallemani, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ancona “programmazione e organizzazione aziendale sono opportunità per anticipare la crisi e far sedere allo stesso tavolo imprenditori, professionisti, banche e advisor finanziari non è solo il conoscere la norma ma anche di rappresentarci reciprocamente le rispettive esigenze. Attraverso un dialogo prospettico è possibile adottare dei correttivi per tempo mentre far fronte quando ormai è troppo tardi riduce le possibilità di soluzione e quindi di successo delle operazioni di salvataggio aziendale”.

L’incontro, che ha richiamato numerosi imprenditori all’Auditorium della Automa Srl, a Casine di Paterno, è stato organizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo. “Il tessuto produttivo marchigiano sta dimostrando dinamicità e capacità di reazione, pur nell’ambito delle incertezze del quadro macroeconomico, come testimoniano anche i sette trimestri consecutivi di crescita dell’export dei distretti industriali regionali. Come prima banca italiana e della regione siamo impegnati al fianco delle imprese sia con strumenti per affrontare le situazioni urgenti e contingenti, sia fornendo sostegno finanziario e consulenza agli investimenti, in particolare verso quelli strategici in innovazione, digitalizzazione e sviluppo sostenibile” ha sottolineato Stefania Bergamaschi, che si Intesa Sanpaolo è direttrice Regionale Imprese per l’Emilia Romagna e le Marche “La nostra direzione regionale – ha aggiunto - ha erogato nuovo credito a medio-lungo termine alle imprese delle Marche per oltre 700 milioni di euro nel 2022 e circa 160 milioni nei primi tre mesi di quest’anno. Ad oggi abbiamo sostenuto con circa 170 milioni di euro gli investimenti delle imprese marchigiane finalizzati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità socio-ambientale e in circular economy e, anche grazie alla piattaforma Incent Now, accompagniamo le imprese locali a conoscere e aggiudicarsi i bandi del PNRR. Tra i fattori della competitività regionale - ha ricordato - c’è certamente la presenza di filiere corte e ramificate a livello locale, che garantiscono continuità e certezza delle forniture in un contesto globale contrassegnato dal ridisegnarsi delle catene del valore. Ad oggi come Intesa Sanpaolo abbiamo siglato 22 programmi di filiera in regione, per facilitare l’accesso al credito delle imprese che ne fanno parte, coinvolgendo circa 350 fornitori per un giro d’affari complessivo di oltre 2 miliardi di euro”. All’iniziativa hanno preso parte anche Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, Ermando Bozza, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Lanciano, Paola D’Angelo, esperta consulente aziendale e Carmela Ranalli, responsabile Presidio Valore del Credito di Intesa Sanpaolo. “Oggi le imprese attraverso un’adeguata organizzazione aziendale hanno la possibilità di conoscere la propria situazione, di non commettere errori del passato e adeguarsi al sistema - ha concluso il direttore di Confapi Industria Ancona, Michele Montecchiani – Viviamo un momento complicato ma noi, come associazione di categoria, siamo qui per aiutarle a mettere in campo tutti questi strumenti servono per migliorarle qualitativamente”. 

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