Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Navigatori e inventori: le Marche reagiscono alla crisi con le start-up

Seicento giovani universitari che, con l'aiuto (e i fondi) di Fondazione Marche si sono cimentati nel lanciare nuove imprese, lanciando 150 progetti in tutto, che molto spesso hanno avuto successo

Riflettori sull’economia e sul lavoro nella seconda giornata di “Panorama d’Italia”, il tour di convegni eventi e dibattiti organizzato dal settimanale della Mondadori in questi giorni ad Ancona. E per parlare di economia e di sviluppo in termini positivi, quindi non soltanto ricordando i tanti problemi da risolvere, è giocoforza parlare di start-up, il fenomeno più interessante in corso su questo territorio, come del resto in vari altri angoli d’Italia.

Il presidente della Fondazione Marche, Mario Pesaresi, ha ricordato l’esperienza pionieristica dell’ente, al riguardo: in 15 anni 150 progetti che hanno coinvolto 600 giovani universitari dando luogo in molti casi ad aziende floride, la più grande delle quali oggi occupa ben 120 persone ed è stata acquisita da un gruppo francese. Dunque, fare aziende innovative “si può”? Sì, ha concluso Pesaresi, ma sarebbe più facile e proficuo se maturassero alcune nuove condizioni di contesto: come un più stretto rapporto tra imprese e università, come ha rivendicato anche il presidente di Confindustria Ancona Claudio Schiavoni, cogliendo un vibrato spunto di Pesaresi contro quel “freno a mano tirato” che oggi la burocrazia rappresenta per le imprese. E come ha condiviso che debba e possa accadere di più Giuliano Calza, direttore generale dell’Istao, l’Istituto Adriano Olivetti che proprio sulla delicata frontiera della business school concentra uno dei suoi filoni d’attività.

L’importanza dell’innovazione per rilanciare l’attività manifatturiera è stato il tema su cui ha battuto Cristina Farioli di Ibm, riferendosi in particolare ai “nuovi artigiani”, i cosiddetti “makers”; ma anche Michele Porri di Enel, che sta diffondendo in tutta Italia i servizi dell’efficienza energetica – per esempio i boiler a pompa di calore, che fanno risparmiare il 70% dell’energia – e o fa assumendo o dando occasioni di lavoro a numerose agenzie (oggi, in tutta Italia, circa 150) che stanno sviluppando business e occupazione.

Nell’intervento di Rodolfo Giampieri, invece – presidente della Camera di commercio e commissario dell’Autorità portuale – è emerso il rilievo del ruolo che possono avere i “corpi intermedi” come la Camera di commercio nel promuovere le giuste direttrici della crescita. Giampieri ha così potuto spezzare una lancia a tutela del sistema camerale – notoriamente al centro di un discusso progetto governativo di riforma: “Certo, le Camere di commercio devono ridursi di numero e rafforzarsi nell’efficienza, ricalibrando gli obiettivi strategici, ma per esempio credo che l’internazionalizzazione debba restare un obiettivo di fondo. Anche perché, nel settore pubblico allargato, le Camere di commercio hanno già dimostrato ampiamente efficienza, basti pensare che qui ad Ancona il 99% dei documenti camerali viene ormai distribuito in via digitale”. Infine, anche da Schiavoni un appella alla sburocratizzazione: “Stiamo facendo una corsa a ostacoli con i lacci delle scarpe legate l’un l’altro”, ha sintetizzato.
Un viatico non semplicistico, quindi, per la successiva sessione dedicata alle start-up, dove però le storie positive presentata al pubblico che si era riunito alla Facoltà di economia dell’Università delle Marche hanno suscitato l’entusiasmo dei tanti studenti intervenuti: la storia tutta digitale di Giorgio Fanesi di Plus Service, quella ambientalista di Monica Armeni di Eco Tech System e ancora le sfide vinte da Gianluca di Buò di Idea e Marco Gialletti di Nautes sono state altrettanti modelli da imitare.

Pomeriggio ad alto potenziale economico con l’incontro “Ibm e le imprese insieme: soluzioni per una crescita reale”, organizzato dal colosso digitale Usa al Teatro delle Muse, per illustrare a una platea di clienti attuali e potenziali le novità in materia di mobile e cloud computing, sicurezza e analytics, ovvero le nuove frontiere digitali per il marketing e la gestione dell’impresa.

In serata, un seminario organizzato da Banca Mediolanum, con una conferenza di Oscar de Montigny, direttore marketing del gruppo. Un’ora e mezza a parlare di valori universali, di trend culturali, di costume sociale, di etica. Parole come sostenibilità, fiducia, condivisione, amore, declinate dal punto di vista di chi rappresenta un’azienda “di massa”, con milioni di clienti, che vuol trasmettere il proprio modo di vedere la vita, il futuro, il bene comune. Una sorpresa, bella.

E oggi, sempre alla Loggia dei mercanti, si ricomincia con l’economia, con una carrellata senza precedenti sulle grandi eccellenze d’impresa del territorio marchigiano.

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