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Foto di repertorio

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Lavoro, terzo trimestre nelle Marche. Cgil: «Occupazione in calo del 5,4%»

Si tratta di 35mila lavoratori in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente pari al 5,4% in meno

ANCONA - Nelle Marche sono 603mila gli occupati nel terzo trimestre 2020. Si tratta di 35mila lavoratori in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in calo del 5,4%. Quasi il doppio del dato nazionale (-2,6%) e più del dato del Centro Italia (-3,8%). Lo rileva l'elaborazione dei dati Istat da parte dell'Ires Cgil regionale che certifica come il tasso di occupazione sia sceso dal 65,2% al 62,1%.

Gli occupati dipendenti diminuiscono del 2,9% rispetto al 2019 (-14.000) mentre gli autonomi del 13% (-20.000 unita'). Il tasso di disoccupazione si attesta intorno all'8,1% (53.000), in leggero aumento rispetto allo stesso trimestre del 2019 quando si era fermato al 7,5% (52.000), mentre gli inattivi passano da 279.000 a 305.000 (+9,3%). «Rispetto al trimestre precedente in cui avevamo assistito nelle Marche ad una sostanziale tenuta dell'occupazione, ora vediamo gli effetti veri della pandemia, soprattutto sugli occupati autonomi- spiega in una nota Elisa Marchetti responsabile Ires Marche-. L'aumento degli inattivi mette in evidenza lo scoraggiamento nel cercare lavoro e, quindi, la conseguente uscita dal mercato del lavoro di molti cittadini marchigiani». Ad essere più in difficoltà sono le donne. Il calo occupazionale tra i lavoratori dipendenti infatti è rappresentato interamente dal lavoro femminile che ha registrato una perdita di oltre 14mila posti di lavoro a fronte di un lievissima crescita del lavoro degli uomini. «La situazione sul versante occupazionale peggiora di giorno in giorno- spiega Giuseppe Santarelli della segreteria regionale Cgil- questi dati mettono in risalto la gravità della situazione nella regione, molto più marcata rispetto ai dati nazionali. Il rischio per il 2021 è la tenuta sociale del paese. Alla Regione Marche chiediamo, da settimane, di aprire una discussione per prepararsi a fronteggiare il probabile aumento dei disoccupati. Vediamo da parte della nuova giunta un grande immobilismo».

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