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Marche, export in ripresa: +1.9% nel secondo trimestre 2016

Dall'analisi dei singoli distretti emerge un quadro abbastanza positivo: chiudono il trimestre in espansione 6 distretti su 9. Ecco il trend completo

In ripresa (+1,9%) l’export dei distretti delle Marche nel secondo trimestre 2016, dopo le performance non brillanti di inizio anno. Il dato è positivo e superiore a quello dei distretti italiani (+0,2%), portando il dato del primo semestre 2016 al sostanziale pareggio con lo stesso periodo del 2015. Sono questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei Distretti delle Marche curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

«Ad agevolare l’export regionale è stata la ripresa della domanda da parte dei mercati emergenti (+2,8%), con in testa India, Turchia e Corea del Sud. – commenta Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – Si conferma però il momento difficile dell’export in Russia, mentre prosegue il trend positivo sui mercati maturi che vedono una crescita delle esportazioni (+1,3%), trainate dalle buone performance osservate sui mercati svizzero (+12,7%) e tedesco (+5,2%).»

Dall’analisi dei singoli distretti emerge un quadro abbastanza positivo: chiudono il trimestre in espansione 6 distretti su 9. E’ proseguito il trend di crescita delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+14,1%) che hanno beneficiato del vivace andamento sul mercato turco, del cartario di Fabriano (+26,3%), grazie al balzo delle vendite in India. Molto bene anche gli strumenti musicali di Castelfidardo (+15,5%) con ottime performance in Germania e negli Emirati Arabi Uniti. Nel sistema casa, nel secondo trimestre 2016 mostra un nuovo progresso il distretto delle cucine di Pesaro (+2,1%) trainato dalle vendite in Arabia Saudita; anche le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano chiudono in lieve crescita (+1,1%), grazie alle buone performance in Germania e Repubblica Ceca. Più critico il quadro congiunturale di tre su quattro distretti del sistema moda della regione a partire dallecalzature di Fermo (-3,1%), ancora penalizzate dai flussi verso il mercato statunitense. Hanno perso terreno anche la pelletteria del Tolentino (-9,4%) e la jeans valley di Montefeltro (-7,5%); molto bene invece l’abbigliamento marchigiano (+6,1%), grazie al traino della Svizzera.

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