Confartigianato Marche, calano i protesti: -28,1% nell'ultimo anno

Secondo Confartigianato i protesti sono calati del 28,1 % in un anno. Complice la crisi, i marchigiani sono sempre più selettivi nell'accettare assegni o cambiali e si tengono bene in guardia dai "pagherò"

ANCONA - Calano i protesti nelle Marche, - 28,1 % in un anno, quasi dimezzato il valore totale ( - 48,3 %)  . Complice la crisi, i marchigiani sono sempre più selettivi nell’accettare assegni o cambiali e si tengono bene in guardia dai “pagherò”. 
Secondo Confartigianato Marche che ha analizzato i  dati Unioncamere-Infocamere nel 2014 nella nostra regione i titoli protestati sono stati 24.092, di cui 21.128 cambiali. Il valore totale dei protesti ha raggiunto la cifra di 52.399.163 euro, di cui 36.431.310 rappresentati da cambiali. 

Nelle province marchigiane, ad Ascoli Piceno una cambiale scoperta ha un importo medio di 1.959 euro, 1.828 a Pesaro e Urbino, 1.750 ad Ancona, 1.490 a Macerata, 1.039 a Fermo. 
6.444 i titoli protestati in provincia di Pesaro e Urbino, 6.277 a Macerata, 5.365 ad Ascoli Piceno, 5.146 ad Ancona, 860 a Fermo per un importo medio di 2.460 a Pesaro e Urbino, 2.310 ad Ascoli Piceno, 2.235 ad Ancona, 2.047 a Fermo, 1.736 a Macerata. Di questi titoli scoperti, le cambiali sono 5.566 a Macerata, 5.554 a Pesaro e Urbino, 4.724 ad Ascoli Piceno, 4.555 ad Ancona, 729 a Fermo.

"Cittadini e imprese dimostrano una maggiore cautela nell’accettare assegni o cambiali nel timore che si possano dimostrare scoperti e il credito inevaso – dichiara  Confartigianato Marche – questo è un ulteriore effetto della crisi."
"Se le attività artigiane sono prive di liquidità, una delle cause principali è rappresentata proprio dai mancati pagamenti e al contempo dagli inaccettabili ritardi con cui ricevono il dovuto compenso per lavori svolti o servizi prestati
– affermano Salvatore Fortuna e Giorgio Cippitelli, Presidente e Segretario Confartigianato Marche – I ‘cattivi pagatori’ tengono in ostaggio le imprese e rappresentano uno dei principali ostacoli alla ripresa economica."

A questa situazione già di per sé difficile si somma una burocrazia schiacciante. Il fisco italiano si complica al ritmo di 1 nuova norma ogni 6,6 giorni. Negli oltre 2.400 giorni intercorsi tra l’inizio della scorsa legislatura e il 31 dicembre 2014 sono state emanate 752 nuove norme di cui 468 hanno complicato ulteriormente il quotidiano di cittadini e di imprese. Nel frattempo la delega fiscale affidata dal Parlamento al Governo è rimasta inattuata per il 47,9% per quanto riguarda i decreti che riguardavano direttamente le piccole imprese. 

Le leggi anti-burocrazia esistono, sono persino troppe – dichiarano Fortuna e Cippitelli, Confartigianato Marche - Però non vengono applicate. Per abbattere quel mostro che è la burocrazia, occorre far valere le norme già in essere e in sintesi ‘semplificare la semplificazione’.

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