Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Nelle Marche crescono ancora i boschi, ma cala la produzione di legna

Un terzo della regione ricoperto da foreste, serve politica di gestione per ridurre rischio alluvioni e import dall'estero e creare filiere locali e opportunità di lavoro

Un terzo delle Marche è oggi ricoperto da boschi, con la superficie forestale che cresce ancora attestandosi a quota 311mila ettari su 937mila totali, ma paradossalmente cala la produzione di legna, con il settore sempre più dipendente dall'estero. Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti sui dati del Terzo inventario nazionale, realizzato dal Corpo Forestale dello Stato, con le stime per il 2015.
Nonostante la superficie sia raddoppiata rispetto a cinquant’anni fa, il potenziale economico dei nostri boschi rimane però ancora inespresso e l’offerta di legname risulta insufficiente rispetto alla domanda, tanto che si stima che il 70 per cento del prodotto utilizzato dalle industrie di lavorazione provenga dall’estero. Tutto ciò mentre negli ultimi dieci anni la produzione di legna nelle Marche è diminuita del 14 per cento, scendendo a 150mila metri cubi.

“Sono oggi necessarie scelte di gestione economica e politica delle risorse forestali per sostenere lo sviluppo di filiere capaci di garantire l’approvvigionamento di materie prime locali – sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -, creando nuove opportunità di lavoro e favorendo al contempo la crescita socio-economica delle aree interne, a rischio spopolamento, e la stessa fruibilità turistica delle nostre foreste”.

Ma una migliore cura dei boschi è oggi indispensabile anche per contenere il problema del dissesto idrogeologico. Le conseguenze devastanti dei fenomeni climatici, come l’alluvione che ha colpito il Senigalliese, sono spesso aggravate “a monte” dall’assenza di una politica forestale e di gestione del reticolo idrografico, con grandi quantità di legno e alberi che spesso vengono rinvenuti intorno ai punti critici dei fiumi.
Un primo passo in questa direzione, afferma la Coldiretti, è venuto dalla recente revisione della legge forestale regionale ma occorre che questo sia sostenuto anche a livello di risorse, utilizzando la prossima programmazione del Piano di sviluppo rurale per promuovere alcuni strumenti fondamentali come i piani di gestione e lo sviluppo di filiere locali.

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