Manageritalia: "Marche: la crisi colpisce i dirigenti"

I 300 manager associati a Manageritalia Ancona si sono riuniti lo scorso sabato a Senigallia in Assemblea per fare il punto sulla difficile congiuntura, sull'attività svolta nel 2012 e su quella per l'anno in corso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

I 300 manager associati a Manageritalia Ancona si sono riuniti lo scorso sabato a Senigallia in Assemblea per fare il punto sulla difficile congiuntura, sull'attività svolta nel 2012 e su quella per l'anno in corso. La situazione economica e sociale è sotto gli occhi di tutti e anche le Marche non sfuggono a questo difficile momento.

Un'iniziativa concreta e importante per dare corpo e sostanza a segnali che, seppur deboli, vengono dal tessuto imprenditoriale della regione con l'aumento delle Pmi che per affrontare la crisi e/o cogliere opportunità capiscono di dover sviluppare e/o aumentare la loro capacità di gestione manageriale e presenza di competenze ad hoc.

Alcuni numeri sulla situazione occupazionale dei dirigenti privati in Italia e Marche:

  • Nel 2012 13.300 dirigenti del settore privato licenziati/usciti per accordo consensuale in Italia, 159 nelle Marche e 87 ad Ancona.
  • Dal 2008 al 2012 56.300 dirigenti del settore privato licenziati/usciti per accordo consensuale in Italia, 550 nelle Marche, di cui 265 ad Ancona.
  • 123.401 i dirigenti del settore privato attivi in Italia a fine 2011 (un migliaio in meno si stima a fine 2012)
  • Tra il 2009 e il 2011, a fronte di un calo dei dirigenti privati in Italia dell'1% (+15,4% donne e -3,3% uomini), nelle Marche abbiamo avuto una sostanziale stabilità (+0,1%), con una forte crescita delle donne (+34%) e un calo degli uomini (-2,5%).
  • 1.454 i dirigenti del settore privato attivi nelle Marche a fine 2011 (15 in meno si stima a fine 2012), 695 ad Ancona 6 in meno a fine 2012 (stime)
  • I dirigenti del settore privato, in Italia già scarsi (0,9% per dipendente contro 3% di Francia e Germania)
  • I dirigenti del settore privato ancor meno presenti nelle Marche (0,48%) e Ancona (0,50%) testimoniano un'arretratezza manageriale e competitiva della regione e dei due capoluoghi.

I MANAGER NELLE MARCHE: UN'ARABA FENICE!

Nelle Marche vi sono da tempo dei gap a livello economico che ancor più in tempi di crisi si accentuano e frenano lo sviluppo. Una, forse la principale, sta proprio nella scarsa presenza manageriale, dovuta anche e soprattutto alla piccola dimensione delle imprese, molto spesso guidate in tutto e per tutto dall'imprenditore. Un gap che ormai in un'economia sempre più globale e competitiva pesa sempre più.

Questa realtà emerge con forza dai dati. Tra i dirigenti del settore privato le Marche sono per numerosità a mezza classifica con i suoi 1.454 dirigenti su 124mila (1,2% del totale). Un deficit ancor più lampante se misurato rispetto al numero di dirigenti ogni cento dipendenti. La media nazionale è 0,84, quindi meno di un dirigente ogni cento dipendenti (a fronte di Francia e Germania che ne hanno 3 ogni 100) e la Lombardia ne ha 1,6%, il Lazio 1,37%, il Piemonte 0,98%, il Veneto 0,6% e le Marche 0,34%. A questo proposito, a livello provinciale ci sono indubbie differenze. Infatti, ai primi posti abbiamo Ancona con 695 dirigenti (0,50% il rapporto dirigenti dipendenti) e Pesaro e Urbino con 336 dirigenti (0,32%), all'ultimo posto Macerata con 201 dirigenti (0,24%).

A livello di settore i dirigenti nelle Marche sono superiori alla media nazionale nella manifattura (58,1% contro 42,9%), nella produzione e distribuzione energia elettrica, gas e acqua (3% contro 1,8%) e nelle attività finanziarie (12,1% contro 11,6%).

Un altro gap è rintracciabile nella presenza femminile: 13,9% la media nazionale, solo 9,8% nelle Marche con Ascoli Piceno (12,2%), Ancona (10,6%) le province più rosa, ma comunque sotto la media nazionale. A livello d'età non ci sono particolari differenze, con un'età media in regione (49,7) poco superiore a quella nazionale (48,8).

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