Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Rc auto: i costi delle riparazioni aumenteranno del 30%

Secondo la Cna Carrozzieri Ancona consumatori e autoripatori saranno penalizzati dalle nuove norme sui risarcimenti. Bianchelli : "Costi sulle riparazioni maggiorati del 30% per gli automobilisti"

L’articolo 35 del decreto liberalizzazioni sulle norme in materia di Rc auto finirà per penalizzare fortemente sia i consumatori sia gli autoriparatori.
Lo afferma la Cna Servizi alla Comunità, unione che rappresenta anche la categoria dei carrozzieri.
Fausto Bianchelli, responsabile provinciale del settore, prova a spiegare e parla senza mezzi termini di “maggiori costi e minore libertà di scelta per i consumatori, alterazione dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione”.

“A livello nazionale ci stiamo già muovendo – spiega Bianchelli – in maniera unitaria con la Confartigianato. Riteniamo infatti che i consumatori che decidono di far riparare dal proprio carrozziere di fiducia il veicolo danneggiato in un incidente stradale saranno penalizzati con un costo maggiorato del 30%. In pratica, infatti, con le nuove norme i consumatori solo in teoria sarebbero liberi di scegliere tra il risarcimento ‘in forma specifica’, cioè la riparazione gratuita dell'auto attraverso officine convenzionate con la compagnia di assicurazione, oppure il risarcimento ‘per equivalente’ che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione. Ma, secondo il decreto, chi sceglie il risarcimento ‘per equivalente’ si vedrà decurtato del 30% l’assegno che gli spetta dall’assicurazione”.

Motivo per cui la Cna ritiene che il comma 3 dell’articolo 35 altera in maniera evidente la libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione: “l’automobilista/assicurato – continua Bianchelli - non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, a meno che non decida di rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto. Senza contare che in tal modo si violerebbe anche la sentenza n.180/2009 della Corte Costituzionale secondo la quale il risarcimento diretto, al cui interno si colloca il risarcimento in forma specifica, è facoltativo è non può essere obbligatorio”.

A rimetterci sono anche le imprese di autoriparazione indipendenti che verrebbero assurdamente penalizzate nella competizione con quelle convenzionate con le compagnie di assicurazione.
“Inoltre – conclude il responsabile provinciale di Cna Servizi alla Comunità - si creerebbe un conflitto di interessi delle compagnie di assicurazione in quanto non possono disporre la riparazione su un veicolo che non è il loro e per il quale devono pagare i costi di riparazione”.

Insomma, non verrebbero garantiti i requisiti di libera scelta del consumatore e tutela della concorrenza del mercato dove operano sia le imprese di autoriparazione convenzionate che quelle indipendenti.
 

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