Sabato, 19 Giugno 2021
Economia Baraccola / Via Pietro Filonzi

Andreani, Confindustria Marche: "Imprese al collasso"

In numero 1 degli industriali marchigiani prende la penna e scrive per esprimere il disagio della classe imprenditoriale nostrana: "Pronti a manifestare"

Grido d'allarme del presidente di Confindustria Marche Paolo Andreani sulla situazione economica della regione, che esprime la preoccupazione della categoria in una lunga lettera:

"E’ forte il grido di allarme e di preoccupazione che ci proviene direttamente dalle nostre imprese o tramite le nostre Associazioni Provinciali. Nella nostra regione si palpa il disagio degli imprenditori nostri associati che fanno fatica a riprendersi e a lavorare. Non parlo dei casi già noti a tutti, ma delle centinaia di aziende, ad esempio con 30 o 50 dipendenti che operano sul mercato interno, ormai da tempo stagnante, che soffrono di carenza di domanda, non sono proiettate all’estero ed hanno difficoltà di accesso al credito. Per molte di esse se permangono le situazioni attuali si possono prevedere solo alcuni mesi di ulteriore sopravvivenza.

Il clima che si respira tra gli imprenditori è di forte disagio nei confronti della politica per la mancata volontà o l’incapacità di vedere realizzate a breve alcune scelte inderogabili per far risalire la fiducia nei mercati e negli operatori. Condividiamo pertanto l’azione della nostra Presidente Marcegaglia che ha rappresentato Governo le nostre istanze con richieste e punti precisi su cui operare. Se ascoltata, ci aspettiamo quindi provvedimenti e riforme immediate che vadano a favore della ripresa avendo il nostro paese rispetto agli altri Paesi dell’UE, anticipato ed accentuato la frenata internazionale. [...]"

Andreani rilancia i 5 punti di Confindustria nazionale per il rilancio della crescita (spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni e infrastrutture ed energia) e prosegue:

"[...] Le Marche, come noto, hanno risentito pesantemente della crisi internazionale ed oggi faticano più dell’Italia a tornare a crescere. Lo vediamo sia nei valori della produzione, che dell’export. Se non verranno adottati – come previsto – quei provvedimenti ritenuti necessari, gli imprenditori delle Marche decideranno di manifestare pubblicamente il loro disagio, nonché di attivarsi per ottenere subito risposte concrete."
 

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