Lavoro nero: un’economia sommersa che vale il 10% del Pil

Nella provincia di Ancona sarebbero 20.500 gli occupati irregolari, ovvero l'8,6% del totale della forza lavoro, per un valore aggiunto (e sommerso) di 1.562 milioni di euro: una vera e propria economia in nero

Nella provincia di Ancona sarebbero 20.500 gli occupati irregolari, ovvero l’8,6% del totale della forza lavoro, per un valore aggiunto (e sommerso) di 1.562 milioni di euro, il 10,8% del Pil: una vera e propria economia in nero. Questi sono i dati diffusi dall’Ufficio Studi della Confartigianato provinciale e ripresi dal quotidiano il Messaggero, che riporta anche la percentuale di irregolarità delle altre province marchigiane: 10,4% per  Ascoli Piceno (comprendente il territorio Fermano), 8,7% di Pesaro-Urbino e 7,7% di Macerata.

Una situazione che trova ragione anche nel massimo storico toccato dalla pressione fiscale, ben il 45,1%, sbilanciato sul lavoro e sull’impresa per il 63,8%. Una condizione, quella del lavoro nero, che non favorisce nemmeno la disoccupazione giovanile: secondo il centro studi infatti le categorie interessate dal fenomeno nelle Marche appartengono ad un bacino di 60mile persone composto da pensionati di età compresa tra i 50 e i 64 anni (33.762), inattivi sul mercato del lavoro di età compresa tra i 45 e i 54 anni (10.354), stranieri tra i 15 e i 64 anni non occupati (11.695), lavoratori in cassa integrazione a zero ore (2.965) ed infine beneficiari di disoccupazione agricola (1.753).

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