Lunedì, 14 Giugno 2021
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Archi: un "orto urbano" per combattere la crisi

L'iniziativa è proposta e animata dai ragazzi di "Ancona in transizione" e presto coinvolgerà anche la zona dei parchi del Piano e Collemarino. Un bellissimo esperimento di condivisione e solidarietà

Un orto in città per insegnare ai giovani il valore del lavoro manuale, per  rinsaldare i legami all’interno della comunità e soprattutto aiutare le famiglie in difficoltà per via della crisi.  Ha preso avvio sabato scorso il progetto “L’orto urbano”  nella Seconda circoscrizione. L’iniziativa, che coinvolgerà altri punti del territorio prevedendo spazi da adibire a coltivazione nella zona dei parchi del Piano e a Collemarino, mira a creare forti sinergie nel territorio, tra giovani dei vari quartieri e cittadini adulti, in nome della condivisione e della solidarietà.  

Quello avviato sabato e a cui si riferiscono le foto, è il primo esperimento "pilota" agli Archi, in una area comunale adiacente la chiesa del Crocefisso. La seconda circoscrizione ha iniziato una collaborazione con l'associazione "Ancona in Transizione", formata da ragazzi e ragazze molto motivati, che in quindici si sono presentati all’appuntamento in mattinata con attrezzature varie e pronti per mettersi all’opera nell’area già bonificata in precedenza dalla circoscrizione con lo sfalcio dell’erba.

orto urbano contro la crisi2-2“Con mia grande sorpresa – spiega il presidente della seconda circoscrizione Stefano Foresi –  mentre i ragazzi avevano cominciato il lavoro alcuni cittadini degli Archi si sono avvicinati e, venuti a conoscenza del progetto, hanno chiesto di collaborare e,  dal momento che l'orto sarà completato, gestirlo insieme ai ragazzi.  

I prodotti che nasceranno saranno in parte consegnati alle famiglie più in difficoltà del quartiere, formate da disoccupati e cassintegrati che verranno coinvolti nel progetto stesso. La fiducia che noi riponiamo nei giovani, ancora una volta, è stata compensata da una forma di solidarietà unica. Ringrazio i ragazzi di Ancona in transizione, che tra l’altro hanno finanziato tutti i prodotti,  per l’idea e per il loro impegno”.
 

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