Inglese e lavoro: cosa cercano i ‘tagliatori di teste’

E’ risaputo ormai che una buona conoscenza delle lingue, prima fra tutte l’inglese, è fondamentale per accedere alla maggior parte degli impieghi; soprattutto quelli coinvolgono la comunicazione con partner stranieri o la comprensione di testi specifici, spesso redatti in inglese.

Questa conoscenza è poi indispensabile per chi decide di iniziare una nuova vita all’estero: mentre con una bassa conoscenza linguistica si può aspirare soprattutto a lavori manuali, con un livello intermedio è possibile lavorare come commesso o cameriere; e con uno avanzato si ha un ventaglio di possibilità più ampio.

Sia che cerchi lavoro in Italia sia all’estero, di seguito qualche consiglio su come presentare te stesso/a e la tua conoscenza delle lingue straniere:

· LA PERSONA E’ PIU’ IMPORTANTE DEL CV L’addetto alla selezione deve trovare la persona giusta, non solo il curriculum giusto; ogni azienda ha successo anche e sopratutto quando tutte le risorse umane lavorano nella stessa direzione. In questo senso attenzione a come ti poni: un atteggiamento chiuso verso gli altri, eccessivamente negativo o poco umile potrebbe farti perdere il posto a favore di un candidato meno preparato di te. Il tuo spirito critico è prezioso, ma cerca anche di far vedere anche che sei pronto/a ad ascoltare le opinioni degli altri in vista di uno scopo comune.

· LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE non mentire sul livello di conoscenza delle lingue; spesso ai colloqui sono presenti anche persone che le parlano, soprattutto se nell’offerta di lavoro questa conoscenza viene esplicitamente richiesta. Pensa bene quindi prima di dire che hai un livello avanzato di cinese mandarino!

· PROVALO: L’ESPERIENZA ALL’ESTERO Va da sé che provare un fatto è sempre meglio che autocertificarlo. In questo senso, un’esperienza di lavoro o studio all’estero è sempre utile: vuol dire che ti sei inserito in un contesto di madrelingua o multiculturale. Questo implica che sei stato capace non solo di studiare o lavorare, ma anche di adattarti a diverse situazioni sociali di tutti i giorni, come fare la spesa o andare al pub con i colleghi. La conoscenza della cultura legata ad una lingua è importante tanto quanto quella della grammatica; soprattutto in quei lavori che coinvolgono il contatto diretto con un interlocutore straniero. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che la comunicazione non è fatta solo di parole, ma anche linguaggio extraverbale e, appunto, cultura – intesa come tutto ciò che una data comunità dà per scontato. Insomma, se chiacchieri ad alta voce in un ristorante danese o ti soffiate il naso di fronte al tuo collega giapponese la cosa è più imbarazzante di qualsiasi errore di grammatica.

· PROVALO: LA CERTIFICAZIONE Ovviamente una certificazione linguistica è un’ottima prova della conoscenza della lingua, soprattutto se è recente. In questo caso, infatti, l’attestato è una fotografia del tuo livello attuale e mostra che lavori costantemente per migliorare la tua formazione. Quale certificazione scegliere? Questo dipende da quali sono le tue aspettative. Ovviamente se desideri lavorare con un’azienda in particolare è buona cosa prima chiedere dei consigli direttamente a loro. Esistono certificazioni di inglese, ad esempio, che testano la conoscenza della lingua in riferimento ad un ambito specifico come il business English (ad esempio il BEC della Cambridge o il BULATS) o il financial English. In caso contrario, una certificazione di general English è un’ottimo metodo per provare che conoscete la lingua nel sua accezione più generica. Qui hai varie opzioni: Ielts o Toefl, ad esempio, funzionano come test di livello; mentre gli esami Cambridge o Trinity consentono di sostenere l’esame per un livello specifico per cui si è o promossi o bocciati (ma in alcuni casi in caso di mancato superamento si può ottenere un attestato di livello inferiore).

· PROVALO: IL TEST Se capita che, durante il colloquio, ti viene chiesto di leggere o tradurre un pezzo in lingua straniera, non farti prendere dalla fretta o dal nervosismo. Ricorda che può capitare anche ai parlanti di livello più alto – o addirittura ai madrelingua! - di non conoscere un termine, soprattutto se è raro. In questo caso, non ti bloccare: dì semplicemente che non lo conosci ma cerca di dedurre il suo significato estrapolandolo dal contesto. Anche qui, non si guarda solo la tua conoscenza delle lingue ma anche il modo in cui ragioni e reagisci di fronte ad una difficoltà, quindi KEEP CALM & DON’T PANIC!

· PARLA Anche la conoscenza più avanzata di una lingua può essere persa di molto o del tutto se non viene praticata. Una lingua, poi, è meno simile a schema di regole grammaticali e più simile ad un essere vivente; nel senso che cresce e cambia in continuazione. Al giorno d’oggi tenere vivo il proprio inglese è molto più semplice che in passato: corsi di inglese –  ne esistono versioni con solo conversazioni – film in lingua originale, chiacchiere via Skype con l’ex compagno di corso in Erasmus ti aiutano a mantenere vivo quello che già sai e ad arricchire il tuo lessico, perché, e anche qui KEEP CALM, non si finisce mai di scoprire cose nuove riguardo una lingua.

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