Fiom Ancona: “Whirlpool compra l’Indesit, ma il piano industriale?”

La Whirlpool in Italia ha la stessa struttura di Indesit, produce gli stessi elettrodomestici per un mercato praticamente analogo, come la Indesit ha le fabbriche che fanno un massiccio ricorso ad ammortizzatori sociali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Il presidente del consiglio Renzi parla di un’operazione fantastica e rivendica il fatto di aver spinto perché l’operazione andasse in porto, ma non ci ha ancora spiegato quali ricadute ci saranno, quale è il piano industriale e se si è fatto dare delle garanzie.
Il presidente della regione Marche ha incontrato la Whirlpool ad aprile e anche lui non ha saputo dire quali sono le intenzioni della nuova proprietà e se ha avuto delle rassicurazioni.

La Whirlpool in Italia ha la stessa struttura impiegatizia ed operaia di Indesit, produce gli stessi elettrodomestici per un mercato praticamente analogo, come la Indesit ha le fabbriche dissature che fanno un massiccio ricorso ad ammortizzatori sociali.

A Varese ha sede la Whirlpool Corporate Europa con marketing e centri di ricerca e sviluppo, tutto situato nei paraggi di una fabbrica messa a nuovo un anno fa attraverso ingenti investimenti che produce forni e piani cottura, praticamente la fotocopia un po’ più in grande di quello che Indesit ha ubicato nel territorio Fabrianese.
Intanto i dipendenti a fronte di tutto questo ripiombano in un clima di forte incertezza e preoccupazione, anche alla luce del fatto che ad oggi la nuova proprietà non si sia espressa in merito all’accordo sottoscritto con Indesit che prevede la salvaguardia occupazionale fino al 2018.
La RSU FIOM di Albacina chiede a gran voce di accelerare le tempistiche sugli investimenti al fine di salvaguardare la competitività del sito produttivo.

La RSU FIOM dello stabilimento di Melano ribadisce la necessità di avere garanzie e certezze su prodotti e volumi che dovranno sostituire la produzione dei piani cottura, e che in caso contrario non sarebbero disposti a far “uscire”. Altra criticità dello stabilimento è la tanto decantata “piattaforma fisica di ricerca e sviluppo” del presidente della regione Gian Mario Spacca che doveva assorbire altri esuberi e rilanciare il settore, ma di cui non c’è n’è traccia e non si hanno più notizie.

Fortemente preoccupate anche le RSU FIOM degli impiegati della sede centrale, del call center e dei centri di ricerca e sviluppo che tornano a chiedere un incontro urgente col governo con Indesit Company e con Whirlpool. La FIOM CGIL chiede al governo e in particolare il ministro dello Sviluppo economico, che risponda immediatamente alla richiesta di incontro inviata unitariamente per il monitoraggio dell'accordo e convochi tutte le organizzazioni sindacali e le due aziende interessate per fare chiarezza sui possibili sviluppi di questa delicata questione, quindi di garantire che non ci siano licenziamenti e chiusure di impianti .

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