Martedì, 15 Giugno 2021
Giorgio Cataldi, Segretario della Confartigianato provinciale di Ancona
Economia

Confartigianato: “I suicidi degli imprenditori testimonianza difficoltà piccole imprese”

Giorgio Cataldi: “Nel 2012 nelle Marche hanno cessato l’attività oltre 4.450 imprese artigiane, 2.774 nei primi sei mesi di quest’anno. La politica non si occupa dei problemi reali”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Il fallimento e la chiusura dell’azienda di famiglia, l’impossibilità di onorare i propri debiti, i collaboratori da mettere sulla strada, l’incertezza del futuro. Molti non ce la fanno a reagire davanti al tracollo della propria azienda, che hanno fondato, fatto crescere a costo di sudore e sacrifici. Si moltiplicano le notizie di imprenditori che giungono all’estremo atto del suicidio.

Rappresentano, dice Giorgio Cataldi, Segretario della Confartigianato provinciale di Ancona,  altrettanti casi di un’imprenditoria coraggiosa e battagliera che il mercato l’ha conosciuto giorno per giorno, che ha continuato a lavorare con professionalità, impegno e che ora non ce la fa più ed è costretta ad abbassare la saracinesca: nel 2012 nelle Marche hanno cessato l’attività oltre 4.450 imprese artigiane,  2.774 nei primi sei mesi di quest’anno.

Autentici drammi personali e familiari perché l’artigiano partecipa direttamente al lavoro dell’azienda e mentre per i lavoratori dipendenti sono stati attivati gli ammortizzatori sociali, i piccoli imprenditori sono stati lasciati soli. Nel periodo aprile giugno di quest’anno il lavoro autonomo ha subito una flessione del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a fronte di un calo del lavoro dipendente del 3,9%
Le criticità sono evidenti, dice Giorgio Cataldi segretario provinciale della Confartigianato, è necessaria ed urgente una maggiore attenzione da parte di tutti nella consapevolezza che siamo  ancora in piena crisi e che la ripresa è lenta e lontana.  Eppure nel Paese si dibatte di tutto tranne che degli interventi per sostenere il tessuto imprenditoriale e per favorire la ripresa. C’è una situazione drammatica che troppo spesso si trasforma in disperazione e  non dobbiamo aspettare che avvengano gesti drammatici come quello dell’artigiano di Falconara per intervenire.

Da quanto attendiamo riforme che diano respiro all’impresa ? Nel frattempo continuiamo a pagare i costi più alti d’Europa in termini di tasse,  energia, assicurazioni, smaltimento rifiuti,  burocrazia.
Serve una immediata riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese, forme di sostegno per le imprese in difficoltà, il rilancio del sistema imprenditoriale perché senza aziende non  ci sarà nè benessere nè lavoro e la crisi diventerà irreversibile colpendo anche chi oggi si sente protetto e inattaccabile.  C’è una situazione drammatica, conclude il Segretario della Confartigianato Giorgio Cataldi,  che troppo spesso si trasforma in disperazione e gesti estremi mentre coloro che debbono intervenire per trovare soluzioni si attardano in sterili polemiche su questioni non prioritarie per i cittadini. Le risposte non possono più attendere."

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