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Economia

Maltempo: il crollo delle temperature danneggia le campagne marchigiane

Se si considera l'intero mese, le piogge sono quasi raddoppiate (+72%), con le massime inferiori di 4 gradi rispetto alla media climatica e le minime su valori autunnali

L’ultima decade di maggio ha fatto segnare nelle Marche un crollo record delle temperature, con le massime inferiori di 4 gradi rispetto alla media climatica e le minime su valori autunnali, tanto che tutte le coltivazioni sono in ritardo di 10-15 giorni rispetto al normale.

L’analisi viene dalla Coldiretti sulla base dei dati dell’Osservatorio agroclimatico, dai quali emerge anche che, se si considera l’intero mese, le piogge sono quasi raddoppiate (+72%) nel confronto con l'andamento storico. Una situazione che sta creando gravi problemi nei campi della regione.

Ai ritardi nella maturazione dei cereali, frutta e verdura, si sono aggiunti quelli causati dalla pioggia, con il crollo della produzione di foraggio per animali, che sta portando un pesantissimo aggravio di costi per gli allevamenti marchigiani.
Ma, secondo Coldiretti, anche alcune varietà di frutta, dalle fragole alle ciliegie, hanno fatto segnare cali produttivi fino al 30%, mentre si spera che il grano possa riprendersi dagli effetti dei temporali dei giorni scorsi.
L’andamento anomalo di questa primavera testimonia ancora una volta come la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici che l’agricoltura deve affrontare.

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