Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Indesit, firmato l’accordo: niente licenziamenti fino al 2018

La proposta prevede la sospensione dei licenziamenti per cinque anni e l'assegnazione di una missione produttiva a ciascuno dei poli industriali italiani. Ora i lavoratori si pronunceranno con un referendum

Al termine di una trattativa durata quasi otto ore è stata firmata alle 23 di ieri a Roma al Ministero dello Sviluppo economico l’ipotesi di accordo tra la dirigenza Indesit e le rappresentanze sindacali di Fim, Uilm e Ugl, senza la firma della Fiom-Cgil. L’accordo prevedrebbe la sospensione dei licenziamenti per almeno cinque anni e l’assegnazione di una missione produttiva a ciascuno dei poli industriali italiani. Consentiti invece esodi volontari incentivati finalizzati alla pensione. Ora saranno i lavoratori stessi a dover “ratificare” l’accordo, se lo riterranno opportuno, per mezzo dei referendum di fabbrica. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale Sara Giannini, presente all’incontro in qualità di rappresentante dell’ente pubblico.

L’INTESA. L'intesa prevede per il polo di Caserta la specializzazione produttiva sul frigorifero da incasso e sui piani cottura a gas. Per il polo di Fabriano è prevista la specializzazione sui forni da incasso e sui piani speciali (professionali) per gli stabilimenti di Albacina e di Melano, con la rinuncia a delocalizzare produzioni previste in uscita (i piani speciali) e internalizzando la produzione di forni finora acquistati all'estero. Infine per il polo di Comunanza la specializzazione sul lavaggio, confermando la produzione in Italia di tutte le lavatrici di gamma alta a carica frontale.
La ristrutturazione sarà realizzata con investimenti per 83 milioni nel triennio 2014/2016, utilizzando ammortizzatori sociali conservativi, senza prevedere licenziamenti di personale e privilegiando tra gli strumenti disponibili i contratti di solidarietà.

LE CRITICHE DELLA FIOM. "Al ministero dello Sviluppo economico, il ministero stesso, le Regioni Marche e Campania, Fim e Uilm hanno siglato con Indesit un'ipotesi di accordo che prevede la delocalizzazione delle produzioni delle lavatrici dallo stabilimento di Caserta e il trasferimento delle produzioni dei piani cottura oggi realizzate nello stabilimento di Melano a Caserta. Un fatto gravissimo, che pregiudica il futuro dei lavoratori e getta un'ombra sul ruolo svolto dalle istituzioni in una vertenza difficile come questa". Così la Fiom Cgil, che non ha siglato l'accordo raggiunto ieri. Secondo il sindacato, "sarebbe stata invece necessaria una ripresa del confronto che ieri, al tavolo del ministero, non è stata ricercata né dall'azienda né da Fim e Uilm, ma neanche dal ministero e dalle regioni coinvolte".

L'ipotesi di accordo separato "lascia tutti irrisolti i problemi posti in 6 mesi di trattativa e per i quali le lavoratrici e i lavoratori hanno messo in campo oltre 130 ore di sciopero: la vendita del gruppo Indesit, il futuro degli stabilimenti italiani, la salvaguardia dei livelli occupazionali". "Ora - conclude la Fiom - si apre la discussione con i lavoratori. A partire dai prossimi giorni si terranno in tutti gli stabilimenti del gruppo le assemblee per informare i lavoratori e successivamente sottoporre a referendum l'ipotesi di accordo".

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