Export di MPI, -3,1% nel primo trimestre 2019: preoccupazione per le imprese

La criticità sia ancora concentrata nel comparto della Moda, calzature e abbigliamento in particolare, e questo determina ampia preoccupazione essendo un settore di forte specializzazione per il nostro territorio

Nei primi tre mesi del 2019 l’export manifatturiero dei comparti a maggiore concentrazione di MPI delle Marche segna il -3,1% al confronto con i primi tre mesi del 2018 (pari a -34,9 milioni di euro), dinamica in controtendenza rispetto al +4,8% in media nazionale e all’export manifatturiero della nostra regione (+5,8%). Complessivamente, negli ultimi 12 mesi disponibili, l’export marchigiano di MPI ammonta a 4,3 miliardi di euro e rispetto ai 12 precedenti si registra una diminuzione del 2,1% a fronte della tenuta (+0,1%) dell’anno precedente. Questo peggioramento ulteriore del trend - evidenzia Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Marche – crea preoccupazione sia alle Imprese, sia alle Famiglie, sia a noi come Associazione di Rappresentanza.

Inoltre – riprende Mazzarella - tra i settori, la diminuzione dell’export di Articoli in pelle (-5,5%) determina il 78,9% della diminuzione dell’export di MPI delle Marche. Nello specifico, sono le riduzioni in Russia (-7,8 milioni di euro) e Francia (-6,9 milioni di euro) che impattano principalmente sulla diminuzione delle esportazioni marchigiane di Articoli in pelle. Variazione negativa, che segna anche un’inversione di tendenza rispetto al I trimestre 2018, per le esportazioni marchigiane di Articoli di abbigliamento con il -7,2% (era +0,5%), di Mobili con il -3,2% (era +1,0%) e per i Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature con il -0,9% (+7,1%), diminuzione anche per i Prodotti delle altre industrie manifatturiere con il -1,1% in attenuazione al confronto con il -6,3% dei primi tre mesi del 2018. Segno più per l’export dei restanti comparti di MPI: Prodotti alimentari +14,0% (era -6,5%), Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio +5,9% (era +1,1%) e Prodotti tessili con il +5,4% (era +12,7%).

È evidente – continua Mazzarella – come la criticità sia ancora concentrata nel comparto della Moda, calzature e abbigliamento in particolare, e questo determina ampia preoccupazione essendo un settore di forte specializzazione per il nostro territorio, a cui si aggiunge l’attuale situazione di profonda incertezza tra i mercati, stretti tra brexit, dazi, questioni geopolitiche internazionali, tematiche legate a Cina, India, Africa. Peraltro, la rilevanza della manovra di bilancio attuale e correttiva e quella del prossimo autunno avranno particolare incidenza nell’ambito nazionale, comunitario e internazionale.

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Nel dettaglio dei paesi, crescita intensa negli Stati Uniti con il +19,3% che inverte la tendenza dei primi tre mesi del 2018 (-7,9%); restano positive, ma in rallentamento, l’Albania con il +5,1% (era +16,7%) e la Svizzera con il +2,7% (+14,9%), tiene la Francia che però cresceva del 3,1% nel I trimestre 2018. Inoltre da monitorare con attenzione la Germania – che presenta segnali di frenata della manifattura con un I trimestre 2019 a ‘crescita zero’ della produzione, dopo un ampio segno negativo negli ultimi due trimestri del 2018 – e che si affaccia in territorio negativo con il -0,3% (era +2,3%). Tra le diminuzioni più intense, spicca la Russia con il -18,9%, in peggioramento rispetto al -13,2% rilevato l’anno precedente; variazione negativa anche nei Paesi Bassi con il -13,4% (era -8,1% l’anno precedente), infine – conclude il Presidente di Confartigianato Marche - preoccupa anche il cambio di segno della Cina con il -11,4% a fronte del +17,2% nei primi tre mesi del 2018, tenuto conto anche delle previsioni di rallentamento della relativa economia.
 

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