Sabato, 18 Settembre 2021
Economia

Caldo, mucche "a secco": ventilatori in stalla e diete specifiche

Oltre ad aggravare la siccità nei campi, il caldo ha fatto crollare la produzione di latte nelle stalle, con gli allevatori costretti a studiare diete specifiche per le mucche o a piazzare ventilatori in stalla

Oltre ad aggravare la siccità nei campi, il caldo ha fatto crollare la produzione di latte nelle stalle, con gli allevatori costretti a studiare diete specifiche per le mucche o a piazzare ventilatori in stalla. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti che l’afa e le alte temperature continuano a far registrare nelle campagne della regione. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte, con un calo medio che nella nostra regione va dal 20 al 50 per cento.

“La produzione di latte è calata di un quinto – dichiara da parte sua Roberto Magnaterra, produttore di Castelfidardo (Ancona) che vende latte alla spina e formaggi al mercato di Campagna Amica di Ancona –. Per ovviare ai problemi di stress per le mucche siamo stati costretti a studiare un’alimentazione ad hoc, ricca di sali minerali e altre sostanze utili a contrastare il caldo”.
Roberto Di Mulo, allevatore di Amandola, nel Fermano, produce yogurt e formaggi coi quali rifornisce Mercati e Botteghe di Campagna Amica, ed è dovuto ricorrere ai rimedi più drastici: “Ho piazzato dei sistemi di ventilazione in stalla ma gli animali soffrono il gran caldo e la produzione di latte è diminuita di almeno il 20 per cento – spiega il titolare dell’azienda L’angolo di paradiso -. A ciò si aggiunge il fatto che la siccità ha praticamente ‘bruciato’ le coltivazioni di erba medica che diamo da mangiare ai nostri animali, con il conseguente aggravio di costi”.
Ventilatori in stalla anche per Antonio Larghetti, produttore di latte di alta qualità di Frontino, nel Pesarese. “E’ un momento difficile – spiega dal suo allevamento di circa 200 capi – poiché lo stress da caldo porta gli animali a mangiare poco e la produzione è praticamente dimezzata”.
Chi tra mucche e pecore sta vedendo la produzione crollare è anche Mirco Angeli, di Pievetorina (Macerata), produttore di formaggi. “In alcuni giorni stiamo mungendo il 50 per cento in meno di latte – spiega il titolare dell’azienda Angeli, che vende nei mercati della Coldiretti –. Per le mucche ci siamo attrezzati con una dieta ma i problemi maggiori si registrano per le greggi, che non trovano più erba da mangiare a causa della siccità”.

Intanto continua la sofferenza delle altre colture, con i problemi maggiori che stanno riguardando mais e girasole, ma anche tutto il settore dei foraggi, che nella nostra regione conta una superficie di oltre 100mila ettari, un sesto di quella totale coltivata.
 

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