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Oltre 400 esuberi e delocalizzazione della produzione, presidio dei lavoratori dell'Elica

Giovedì mattina, davanti alle sedi Elica di Mergo e di Cerreto, dalle 8.30, presidio dei lavoratori per protestare contro il piano aziendale

Oltre 400 esuberi su 560 dipendenti complessivi e la delocalizzazione del 70% della produzione all'estero. E' questo quanto comunicato oggi dall'Elica, leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, alle rappresentanze sindacali di Fiom-Fim-Uilm. Giovedì mattina, davanti alle sedi Elica di Mergo e di Cerreto, dalle 8.30, è stato organizzato un presidio dei lavoratori per protestare contro il piano aziendale

La riorganizzazione, in linea con il piano industriale 2021-2023, prevede per l'area Cooking Italia la trasformazione del sito produttivo di Mergo nell'hub alto di gamma, il trasferimento delle linee produttive a maggiore standardizzazione nello stabilimento di Jelcz-Laskowice in Polonia e l'integrazione nel plant di Mergo dell'attività oggi realizzata nel sito di Cerreto. Questa riorganizzazione, che terrà conto delle attuali normative sul blocco dei licenziamenti nel settore manifatturiero, prevede un impatto occupazionale complessivo di circa 400 persone negli stabilimenti di Mergo e Cerreto.

L'Azienda, a partire dal 2016, ha investito in Italia circa 45 milioni di euro nella divisione Cooking registrando una perdita operativa complessiva di 21,5 milioni di euro solo negli ultimi cinque anni. Nemmeno il costante ricorso all'ammortizzatore sociale e la sottoscrizione di importanti accordi condivisi con le Organizzazioni Sindacali sono riusciti a mitigare questa scelta. «Elica è rimasta il baluardo italiano del distretto storico dell'elettrodomestico che - fa sapere l'azienda - nel corso dell'ultimo ventennio, è stato costretto a cedere molti dei suoi marchi prestigiosi a player globali che oggi producono in gran parte tra Asia e Turchia. Tale situazione impone quindi l'improcrastinabile decisione di riorganizzare l'area Cooking Italia, rivedendo il suo footprint industriale, condizione necessaria a salvaguardare il futuro del Gruppo. L'Azienda si impegna a gestire l'impatto occupazionale mediante l'analisi di tutte le soluzioni sociali e gli strumenti disponibili che saranno definiti, auspicabilmente, di concerto con le Organizzazioni Sindacali, le parti sociali e gli organi istituzionali».

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