L'economia circolare marchigiana in mostra al Forum Internazionale dell'Agricoltura

La tradizione marchigiana delle piante tintoree si mette in mostra al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, al via da oggi a Cernobbio

Maria Letizia Gardoni e Massimo Baldini

Anche la moda si fa green e per colorarla servono tinte vegetali. Tra braccialetti ricavati dalla pelle di sogliole dell’Adriatico e occhiali in bioplastica la tradizione marchigiana delle piante tintoree si mette in mostra al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, al via da oggi a Cernobbio, grazie alla testimonianza di Massimo Baldini. Imprenditore anconetano, titolare di Oasicolori e già candidato agli Oscar Green di Coldiretti nel 2014, Massimo è con Coldiretti Marche nella splendida Villa d’Este, affacciata sul lago di Como, per dare un esempio di economia circolare. Artigianalità che guarda a un futuro a spreco e chimica zero.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“L'agricoltura – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - da sempre applica i principi di quella che oggi chiamiamo economia circolare. Il riuso degli elementi naturali è la manifestazione concreta del principio universale per cui nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Questa è l'ennesima dimostrazione di come il nostro settore risponda alle sfide contemporanee  che richiamano sempre di più una maggiore attenzione all'ambiente e alla sostenibilità delle produzioni”. Così la pianta del peperone – foglie e fusto che andrebbero buttati a fine stagione – diventano giallo per tessuti. La buccia del melograno, lavorata diventa verde. E ancora. Colori estratti dal mallo delle noci o delle mandorle. Dall’olivo e dalla vite. Dalla buccia di cipolla come dagli scarti di pomodoro e tanti altri resti dell'orto, “In questi anni siamo passati – spiega Baldini – dal riscoprire le piante tintoree come guado e reseda alla produzione di colori naturali dagli scarti vegetali. Un esempio concreto di economia circolare”. Proprio le Marche erano la patria del blu, un colore che viene realizzato lavorando la foglia del guado e che ora trova l'applicazione nella fibra più nobile: il cachemire.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Crisi respiratoria fatale, addio Alessia: muore a 22 anni dopo 8 giorni di agonia

  • Positivo al Coronavirus con tosse e febbre, fermato in stazione: è passato per Ancona

  • Pauroso incidente tra 4 auto, 2 finiscono in un campo: ci sono dei feriti

  • Assunzioni al Comune di Ancona, 22 posti a concorso: domande dal 10 luglio

  • Addio Matteo, fortissimo guerriero: in lacrime per il giovane consulente

  • «Aiuto, lasciami, non mi toccare», le ultime parole di Fiorella prima del colpo mortale

Torna su
AnconaToday è in caricamento