Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Marche, crollo delle assunzioni nel 1° semestre 2016: 2 su 3 sono contratti a termine

E' quanto emerge da una ricerca della Cgil nelle Marche per cui il saldo è positivo (si parla di più di 15mila posto di lavoro) se si considerano i contratti di lavoro non stabili

Nel primo semestre 2016 le aziende marchigiane hanno assunto 66.729 mila persone, l’11,9% in meno rispetto allo stesso periodo 2015. Crollano le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, passando da 20.446 del I° semestre 2015 ad 11.551 del 2016 (-43,5% ). La maggior parte dei neo assunti ha un contratto a termine (76,5%), il 6,2% è stato assunto come apprendista e solo il 17,3% con un contratto a tempo indeterminato, in netto calo rispetto al 27,01% dello stesso periodo dell’anno precedente. Le trasformazioni dei tempi determinati in contratti stabili ammontano a 4.096, il 40,7% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2015 mentre le trasformazioni di contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato sono state 1.647 con un incremento del 7,2% rispetto al 2015. Il saldo tra assunzioni e cessazioni per i contratti a tempo indeterminato è pesantemente negativo (-5.639). Il saldo “assunzioni – cessazioni”  è positivo (pari a 15.591 posti di lavoro) solo se si considerano anche i rapporti di lavoro non stabili. Nei primi sei mesi del 2016 cresce, rispetto allo stesso periodo del 2015, il numero di voucher venduti (+31,9%); in confronto al valore del 2014 i voucher venduti nel primo semestre 2016 sono più del doppio.

«Rispetto ai valori medi osservati per il centro Italia e per il Paese nella sua totalità – sottolinea Novella Lodolini, responsabile dell’Ires-Cgil Marche - la situazione delle Marche è peculiare soprattutto per i seguenti aspetti. In primis la contrazione delle assunzioni a tempo indeterminato nelle Marche è ancor più marcata che nel resto d’Italia (-43,5% contro -33,4%). E poi le assunzioni a tempo indeterminato nelle Marche sono percentualmente più basse rispetto al centro Italia e al totale Italia (17,3% contro 23,6% e 25,3%)».

«I dati Inps sulle assunzioni nel primo semestre del 2016 purtroppo confermano quanto la Cgil sostiene da tempo: le misure adottate dal Governo con il Jobs Act sono state del tutto inefficaci sul piano occupazionale” – osserva Roberto Ghiselli, segretario generale della Cgil Marche – Dopo il fuoco di paglia delle assunzioni alimentate dai costosissimi incentivi a favore delle imprese (più di 20 miliardi nel triennio) i dati occupazionali del 2016 ci riportano a livelli inferiori anche al 2014. Cala il lavoro stabile, aumenta la precarietà, soprattutto nella sua forma più brutale, quella dei voucher. Nelle Marche questi dati negativi sono ancora più marcati e richiederebbero una riflessione specifica, a livello istituzionale e fra le parti sociali, per capire come orientare meglio gli interventi a sostegno del lavoro nella nostra regione. Considerando che con il Jobs Act sono state cancellate  anche fondamentali tutele per i lavoratori – prosegue Ghiselli - è ancora più fondata la richiesta di una svolta nella politica economica ed è ancor più importante l’iniziativa della Cgil per un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori».

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