Economia

Crisi: segnali positivi, ma nelle Marche i disoccupati sono ancora 70mila

Ancora allarmante è il dato di coloro che cercano il lavoro dopo aver perso quello che avevano, pari a 37 mila persone a cui se ne aggiungono altre 15mila che cercano lavoro per la prima volta, prevalentemente giovani

Nelle Marche l’emergenza lavoro è ancora forte con 70mila marchigiani in cerca di lavoro e un tasso di disoccupazione al 9,8%. Così dopo un 2013 durissimo, e un 2014 che si è aperto in modo anche peggiore, nel secondo trimestre dell’anno, per la prima volta dopo tanto tempo, l’occupazione torna a registrare segnali positivi. E’ il quadro occupazionale che emerge dai dati diffusi dall’Istat ed elaborati dall’IRES-CGIL Marche, relativi al secondo trimestre del 2014.

Nel periodo aprile-giugno del 2014 il numero degli occupati è pari a 641 mila unità, ovvero 8 mila unità in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ma con 12 mila posti in meno rispetto a quattro anni fa. Un aumento che però interessa solo il lavoro autonomo, mentre per quanto riguarda il lavoro dipendente, si continua a registrare un’ulteriore riduzione di posti di lavoro.
L’aumento degli occupati interessa soprattutto la componente maschile, mentre l’occupazione femminile è pressoché stabile.

Per la prima volta dopo tanto tempo, tornano a scendere i livelli di disoccupazione con un tasso che si attesta al 9,8% dal 10,9% dello stesso periodo del 2013: dunque un valore particolarmente elevato che conferma le difficoltà occupazionali ancora forti che si registrano nelle Marche.
Ancora particolarmente drammatica è la disoccupazione femminile che si attesta sull’11,6% mentre quella maschile scende all’8,4%.
I disoccupati marchigiani sono così 70 mila, 8 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2013, prevalentemente donne.

Ancora allarmante è il dato di coloro che cercano il lavoro dopo aver perso quello che avevano, pari a 37 mila persone  a cui se ne aggiungono altre 15.000 (in crescita) che cercano lavoro per la prima volta, prevalentemente giovani, che tentano inutilmente di entrare nel mercato del lavoro. Sul fronte giovani, occorre ricordare che nel 2013  la disoccupazione tra gli under 24 ha raggiunto la cifra record del 36,1%: dunque nelle Marche più di un giovane su tre non riesce a trovare lavoro, un dramma che si somma alla piaga della precarietà che riguarda il 90% delle assunzioni. 

Secondo Roberto Ghiselli, Segretario Generale della CGIL Marche, “questi dati, pur evidenziando un leggero miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, confermano nella nostra regione un livello altissimo di disoccupati e il quadro che si ricava valutando l'andamento complessivo della nostra economia regionale, anche in termini di produzione e di consumi, non consente di immaginare una decisa inversione di tendenza.
Al contrario, alcuni problemi emersi più di recente, come le crescenti tensioni internazionali, ad iniziare da quelle che stanno determinando ripercussioni nei nostri rapporti con la Russia, e la cattiva stagione turistica, rappresentano ulteriori  motivi di preoccupazione per le loro ricadute sull'economia e sull'occupazione regionale. Se consideriamo inoltre che l'incremento occupazionale è solo sul versante del lavoro autonomo mentre i dipendenti calano di 3.000 unità, è facile pensare che molte persone, non avendo alternative, si sono viste costrette ad aprire una partita Iva mascherando in tal modo un lavoro precario e sottopagato".

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