Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia Castelfidardo

Credito: «Occorre più serietà e responsabilità»

Il presidente della CNA di Zona Sud di Ancona ritiene necessario una maggiore responsabilità da parte dei soggetti preposti alla gestione del sistema bancario

"Il credito e la sua gestione sono divenuti oggi uno dei temi principali del dibattito pubblico. Un dibattito necessario che deve far riflettere su quanto accaduto e per far si che non si ripetano gli errori che hanno portato a far fallire la più importante banca regionale.  Le disavventura di Banca Marche ha portato alla fusione con UBI, e così ora il sistema creditizio della nostra regione, esclusa la federazione delle BCC, è in mano a istituti che risiedono in altre regioni Italiane".

Sono queste le parole affidate ad un comunicato stampa da parte del presidente della Cna di Zona Sud di Ancona Marco Tiranti che prosegue. "Oggi l’economia mondiale è gestita dalle banche, per questo a nostro giudizio occorre un controllo più rigido e serio sul lavoro svolto dai vari istituti, con una certezza di chi controlla e dei loro poteri e deleghe (Banca d’Italia? Governo? Consob? BCE?). Le vicende delle banche in difficoltà (in ultimo le due venete) lascia infatti più di un dubbio sui controllori e sulla loro efficacia, sugli incroci di competenze e sulla loro responsabilità. Infine i risvolti penali delle vicende:  un senso di impunità e di lassismo si sta diffondendo nell’opinione pubblica, occorre che la magistratura, nei tempi e nei modi dovuti, faccia chiarezza. Le responsabilità dovranno essere punite in maniera dura ed esemplare: occorre infatti il rispetto per i risparmiatori che hanno visto i loro soldi sfumare, per i tanti piccoli imprenditori che si sono visti negare spesso un prestito, per l’opinione pubblica ormai esasperata per i salvataggi con soldi pubblici. Per questi motivi siamo molto preoccupati sul futuro del credito Italino, chiediamo a tutti i politici marchigiani un impegno più serio su questi argomenti un monitoraggio sulle regole che determinano la vita del credito perché riteniamo che così il sistema non funzioni". 

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