Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Lavoro: boom di iscrizioni al corso per pizzaioli della CNA

La CNA ha dovuto chiudere le iscrizioni con tre giorni di anticipo a causa del numero delle richieste. Per la maggior parte di tratta di giovani desiderosi di imparare un mestiere per poi emigrare

Il lavoro scarseggia sempre più ed è anche per questo che si è registrato un vero e proprio boom di adesioni al corso per pizzaioli organizzato dalla Cna Alimentare di Ancona: ben 64 le richieste di informazioni, 20 i corsisti iscritti, suddivisi in due gruppi, e addirittura 10 sono dovuti restare fuori per raggiungimento del limite previsto.
Dei venti iscritti 18 sono gli italiani e due gli stranieri (un croato e un peruviano). Solo due le presenze femminili e solo due gli imprenditori già in attività, alla ricerca magari di una nuova via. Per la maggior parte si tratta dunque di giovani in cerca di occupazione, con dichiarata volontà di esercitare tale mestiere all’estero.
Il corso della Cna Alimentare, svolto in collaborazione con Pizza Elite e Forni Pergolotti, ha preso il via in questi giorni e terminerà nei primi di febbraio. Il calendario prevede lezioni di impasto, condimento e cottura per un totale di 30 ore di pratica che si sviluppano in 7 giornate.

“Il nostro corso – dichiara Andrea Cantori, responsabile Cna Alimentare della provincia di Ancona – ha ottenuto un tale boom di adesioni che abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni con tre giorni di anticipo. Segno tangibile che siamo di fronte alla ricerca di un possibile sbocco professionale in un momento in cui scarseggiano fortemente le offerte di lavoro”.
Inversione di tendenza per quanto riguarda le richieste di adesione: “C’è un cambiamento in atto che testimonia ancora una volta la crisi del lavoro”, continua Cantori, aggiungendo: “in passato erano per lo più gli stranieri a fare domanda di iscrizione a corsi di formazione pratica, ora la stragrande maggioranza dei corsisti è di nazionalità italiana”.

Un chiaro indicatore, secondo la Cna, delle conseguenze della crisi economica che spinge i nostri giovani ad interessarsi ad una formazione pratica che possa loro permettere di avere maggiori chance nel mondo del lavoro, soprattutto all’estero, dato che la situazione interna non offre aperture.
“Si punta sul ‘saper fare’ – conclude Cantori – come lasciapassare per una speranza di lavoro e quindi di futuro migliore anche fuori casa”.

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