Lo smart working per le piccole e medie imprese: «Attività a distanza necessarie»

L'analisi di Giorgio Giorgetti, presidente Confapi Marche, sul momento delle piccole e medie imprese

«A seguito delle ultime direttive emesse dal governo nazionale, è necessario provvedere ad una modifica delle modalità organizzative per tutte le nostre aziende associate. Gli effetti sono già molto significativi e impongono uno sforzo aggiuntivo per garantire la continuità delle nostre attività». A dirlo, anzi a suggerirlo, è Giorgio Giorgetti, Presidente di Confapi Marche, associazione di piccole e medie imprese private con oltre 400 associate nel territorio regionale. «Lasciando agli esperti ogni considerazione sulle modalità di gestione dell’emergenza sanitaria – dice Giorgetti - come imprenditori, appena dopo aver imposto a noi stessi in maniera responsabile l’adozione rigorosa delle indicazioni ormai note, occorre considerare le ricadute in termini economici che mineranno il sistema produttivo italiano e marchigiano, soprattutto se gli effetti della epidemia si protrarranno nel tempo, e mettere in campo fin da subito le misure per provare a limitarne gli effetti». 

Secondo Giorgetti, oltre ad attenersi alle direttive emanate dalla autorità pubbliche che riguardano la limitazione dei rapporti interpersonali, occorre selezionare gli incontri con visitatori esterni all’interno delle aziende utilizzando locali più vicini possibili all’ingresso e disponendo di procedere all’igienizzazione al termine della riunione stessa prima che venga utilizzata da altri così da limitare ogni pericolo ulteriore di contagio. «L’unico aspetto positivo di questa situazione disastrosa – aggiunge il presidente di Confapi Marche – è che molte delle nostre aziende si troveranno costrette a sperimentare una pratica come lo smart working già in voga in molte parti del mondo ma da noi osteggiata da retaggi culturali ormai obsoleti». Tutte le attività eseguibili a distanza vanno preferite a quello della normale convivenza in azienda dopo aver condiviso i piani di lavoro e reso misurabile l’attività mantenendo una reperibilità costante attraverso i normali strumenti. «Un altro aspetto su cui invito a riflettere i miei colleghi imprenditori – aggiunge il presidente di Confapi Marche - è la definizione delle priorità che, indipendente dal settore nel quale si opera, devono privilegiare le attività di vendita e di customer satisfaction». «In nessun caso – continua Giorgetti - dobbiamo dare la falsa impressione di essere una realtà imprenditoriale che non riesce a dare risposte adeguate al contesto. Dobbiamo in ogni modo rispettare i programmi di produzione, consegna e fatturazione».

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Confapi Marche consiglia quindi di evitare buchi di operatività derivante dall’eventuale mancanza di materie prime riprogrammando le attività da poter svolgere in questo periodo rimandando a periodi successivi la pianificazione delle ferie auspicando la ripresa a pieno regime, con l’aggiunta di eventuali arretrati, da qui a un mese. «Per anni si è teorizzato della necessità di formare la classe imprenditoriale. Oggi abbiamo la possibilità di dimostrare di aver imparato qualcosa da questa drammatica situazione» - ha concluso.
 

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