Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Confcommercio: la ripresa non passa per le aperture selvagge dei centri commerciali

Confcommercio Imprese per l'Italia Marche torna a schierarsi con il fronte del no alle aperture selvagge dei centri commerciali e delle grandi strutture che, anche quest'anno, saranno aperte il 21 ed il 25 aprile

ANCONA – Confcommercio Imprese per l'Italia Marche torna a schierarsi, come fa ormai da tempo, con il fronte del no alle aperture selvagge dei centri commerciali e delle grandi strutture.

La scelta di tenere aperte tali attività economiche il 21 aprile, nel giorno di Pasquetta, e il 25 aprile, la festa della Liberazione, è un'altra delle decisioni prese penalizzanti nei confronti del tessuto economico locale che non ha bisogno delle aperture selvagge per avere un reale e concreto beneficio dal Commercio. Confcommercio Imprese per l'Italia Marche sta da tempo contrastando questa deriva programmatica e di intenti che sta inaridendo il sistema commerciale e danneggiando le Piccole e Medie Imprese. 

Non è questa la politica da perseguire se l'obiettivo è quello della ripresa economica interna come spiega il direttore Confcommercio Imprese per l'Italia Marche e Provincia di Ancona: "I cittadini e le Imprese – attacca il prof.Massimiliano Polacco –, stanno vivendo sulla loro pelle questo incredibile corto circuito sulla programmazione e sulla gestione delle aperture da parte delle grandi strutture che, sfruttando le liberalizzazioni e una spropositata forza gestionale interna, giocano coi muscoli e non nel rispetto dell'intero sistema economico-sociale. Le aperture del 21 e del 25 aprile sono un'ulteriore forzatura che noi non condividiamo e rigettiamo perché vanno contro l'etica sociale e non rispettano la logica con la quale gran parte delle imprese programmano i necessari riposi dal lavoro. Diciamo da tempo che dovremmo prendere spunto dalla programmazione degli altri paesi europei, come la Francia e la Germania, dove le aperture in deroga si contano nelle dita di una mano. Per il resto la domenica non si lavora e in molte parti anche il sabato è di riposo o almeno di mezza giornata. Questa è parità di opportunità e la univocità di intenti". 

"Hanno invece lasciato spazio – continua Polacco –, alle aperture delle grandi marche straniere che non potendo più aprire nei loro paesi, dove la programmazione ha dato esiti differenti, vengono qui a vendere i loro prodotti e non i nostri. E' in questo modo allora che si tutelano le nostre Imprese e i nostri prodotti? Così diamo solo una mano al corso della crisi che continua a mettere in difficoltà le imprese e che sarà ancora più forte se non si cambierà il registro della programmazione e non si ragionerà in un'ottica di salvaguardia delle nostre Imprese e dei nostri prodotti. Confcommercio Imprese per l'Italia Marche e Provincia di Ancona sta da tempo portando avanti questa battaglia contro le aperture selvagge e la critica alle decisioni assunte dai centri commerciali per le feste di Pasqua e successive è solo l'ultima di una lunga serie di attacchi ad una gestione della programmazione che non tiene conto delle reali esigenze del contesto economico-sociale locale".

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