Economia

Confartigianato: nell'anconetano l'export manifatturiero sorride e supera la media nazionale

Nel primo trimestre 2021 recupera terreno rispetto al primo trimestre 2019, con +1,9%, superando il +0,7% della media nazionale. I dati di Confartigianato Marche

Presidente Graziano Sabbatini e Segretario Marco Pierpaoli

Piccoli segali di ripresa nelle province di Ancona e Pesaro e Urbino: a evidenziarlo, un recente studio Confartigianato, che fa luce su alcuni dati importanti dell’economia del territorio. Su tutti, il tasso di crescita delle imprese, che si attesta sul segno più in entrambe le province nel secondo trimestre 2021: ad Ancona, è salito dello 0,30%, a Pesaro e Urbino dello 0,62%. Le due province, sempre nel secondo trimestre 2021, sono fra quelle con il numero più alto di imprese iscritte, 167 a Pesaro e Urbino e 164 ad Ancona. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni di impresa è positivo in entrambe le province, con 33 imprese in più ad Ancona e ben 66 a Pesaro e Urbino, la provincia che fa registrare il saldo più positivo.


Per Ancona, altri segnali incoraggianti arrivano dall’export manifatturiero: si tratta dell’unica provincia marchigiana che nel primo trimestre 2021 recupera terreno rispetto al primo trimestre 2019, con +1,9%, superando il +0,7% della media nazionale. Pesaro e Urbino è invece la provincia che fa registrare il trend più positivo dell’export nei settori a maggior concentrazione di mpi, con un importante +14,1% nel primo trimestre del 2021, rispetto al 2019. Si tratta di un dato di rilievo e che fa ben sperare, mentre Ancona, in tal caso, registra un trend del -8%. In ogni caso, si tratta del dato meno negativo rispetto a tutte le altre province marchigiane.
 
Per quanto riguarda l’occupazione, è Pesaro e Urbino ad avere i dati migliori: nel 2020, secondo il report Confartigianato, è l’unica provincia marchigiana che presenta un dato lievemente positivo, con un tasso di occupazione a +0,4%, mentre Ancona è scesa dal 64,4% del 2019 al 63,8% del 2020.  Bene Pesaro e Urbino anche per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile, a +3% nel 2020 rispetto al 2019, mentre ad Ancona è risultato in calo del 2,6%. Il capoluogo di regione, però, si difende con un tasso di occupazione maschile al +1,6% nel 2020 sul 2019, il dato più alto di tutte le province marchigiane. Male, invece, il tasso di disoccupazione giovanile, che aumenta in entrambe le province: si passa dal 25,4%  al 27,1% a Pesaro fra 2019 e 2020, e dal 33% al 35% ad Ancona. Un dato dovuto anche al fatto che, nell’anno più duro della pandemia, le persone hanno ridotto la ricerca di occupazione.
 
«Si tratta di un quadro composto ancora da luci e ombre - commentano il Presidente di Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino, Graziano Sabbatini, e il Segretario Marco Pierpaoli – di certo accogliamo favorevolmente i dati sull’export, di diversa tipologia per le due province, così come il buon andamento del settore turistico sia sulla costa, sia nell'entroterra, che impatta sull'artigianato dei servizi, della ristorazione e dei consumi in generale, che darà impulsi positivi anche sul resto dell'economia. Piccoli segnali positivi che infondono fiducia. Le nostre imprese hanno dimostrato di avere grande forza per resistere tra le mille difficoltà di questo lunghissimo anno e mezzo di pandemia. E’ da qui che dobbiamo ricominciare, dalla forza dei nostri imprenditori e dalla loro capacità di rialzarsi, senza dimenticare la necessità di continuare a sostenerli con misure adeguate».

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