Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Made in Marche: Coldiretti e Regione contro “l’italian sounding”

Contro i "falsi di Stato" che danneggiano il made in Marche a tavola, il Consiglio regionale marchiano sarà chiamato a pronunciarsi martedì 6 dicembre

Contro i “falsi di Stato” che danneggiano il made in Marche a tavola, il Consiglio regionale marchiano sarà chiamato a pronunciarsi martedì 6 dicembre.
Su iniziativa di Coldiretti, il presidente Vittoriano Solazzi ha inserito nel calendario dei lavori un ordine del giorno che impegna l’assise marchigiana ad adottare provvedimenti contro il fenomeno dell’italian sounding, la produzione di cibo che richiama il made in Italy senza di fatto contenere un grammo di prodotto italiano.
Una delegazione della Coldiretti regionale prenderà parte ai lavori, con il sostegno di Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Abusbef, Symbola, Slow Food, Cgil, Uil.

 “In un momento in cui lo Stato richiede grandi sacrifici ai cittadini come al mondo produttivo – denuncia il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi - è assurdo che si vada a finanziare con soldi pubblici la delocalizzazione dell’agroalimentare, facendola passare per internazionalizzazione e producendo all’estero salumi e formaggio pecorino che richiamano il tricolore”.
Il riferimento è al caso Simest, la società partecipata dal Ministero dello Sviluppo economico che sostiene la produzione in Romania di formaggi di pecora venduti con marchi che richiamano al Made in Italy come Dolce Vita e Pecorino, mentre con il Gruppo Parmacotto ha stretto un accordo per la promozione di salumi “italiani” fatti però negli Stati Uniti.

In questo modo si blocca ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione.
 

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