Coldiretti: nel 2013 “invasione” di cibo straniero nelle marche (+11%)

Secondo un'analisi Coldiretti su dati Istat, lo scorso anno nelle Marche sono arrivati prodotti per 430 milioni di euro, con quelli ittici in testa alla classifica. La provincia dove arriva più cibo straniero è quella di Ancona

Con il valore degli acquisti di prodotti agroalimentari stranieri che nelle Marche hanno visto un incremento dell’11% nel 2013, arriva lo stop al segreto sulle importazioni. A sottolinearlo è la Coldiretti regionale, dopo che il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato l’intenzione di rendere pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, anche per combattere inganni e sofisticazioni. A richiederlo era stato il presidente della Coldiretti nazionale, Roberto Moncalvo, dopo la manifestazione di dicembre al Brennero a sostegno della trasparenza nel made in Italy. Finora, infatti, una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle imprese che importano cibo dall’estero e lo rivendono come made in Italy all’insaputa dei consumatori, e ciò nonostante non ci fossero significative ragioni legate alla tutela della riservatezza.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, lo scorso anno nelle Marche sono arrivati prodotti per 430 milioni di euro, con quelli ittici (pesci e molluschi conservati, congelati, ecc.) in testa alla classifica con un aumento dell’ 11% rispetto al 2012, seguiti da latte e formaggi che hanno visto un vero e proprio boom del 34%, anche qui destinati ad essere commercializzati come prodotti del territorio. I due terzi del cibo straniero vengono dai paesi europei (+10%), ma crescono gli arrivi anche dall’Asia (+19%) e dagli Stati Uniti (+19%). La provincia dove arriva più cibo straniero è quella di Ancona, davanti a Pesaro Urbino e Ascoli Piceno.

“In un momento difficile per la nostra economia lo stop al segreto sui flussi commerciali, con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero, è un primo passo importante nella direzione di una maggiore tutela del lavoro delle imprese agricole e della garanzie di scelta per i consumatori – sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -. Ora occorre compiere quello successivo, con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per tutti gli alimenti in commercio”.

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