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Cna e Confartigianato: i marchigiani sono i più “tartassati”

Fatto 100 il valore nazionale, infatti, i comuni marchigiani denunciano una capacità fiscale pari a 89 e uno sforzo fiscale di 121, di gran lunga il più elevato d'Italia

I cittadini dei comuni marchigiani sono i più “tartassati” d’Italia, e in proporzione pagano più tasse di tutte le altre regioni del Paese.“Ultimi tra i comuni del Centro Nord per capacità fiscale, ma primi in Italia per sforzo fiscale, cioè entrate tributarie reali, sulla base delle aliquote effettivamente applicate ai contribuenti”. È un paradosso soltanto apparente quello dei comuni marchigiani, messo in evidenza dal centro studi di Cna e Confartigianato regionali, che hanno analizzato i dati della Banca d'Italia.

Fatto 100 il valore nazionale, infatti, i comuni marchigiani denunciano una capacità fiscale pari a 89 e uno sforzo fiscale di 121, di gran lunga il più elevato d'Italia (al secondo posto c'e' l'Abruzzo con 114).
Lo studio della Banca d'Italia ha ricostruito la capacità fiscale e lo sforzo fiscale effettuati con riferimento all'addizionale all'Irpef, all'Ici e alle entrate relative alla pubblicità e all'occupazione del suolo pubblico (Tosap e Cosap).
Le risorse considerate forniscono un gettito pari al 70% delle entrate tributarie comunali e rappresentano la quasi totalità delle imposte sulle quali i comuni possono esercitare l'autonomia impositiva non solo nell'ordinamento attuale, ma anche in quello che verrà realizzato con l'attuazione del federalismo municipale.
La distribuzione della capacità fiscale rispecchia la concentrazione delle basi imponibili nel centro e nel nord Italia: così, i comuni della regione più ricca (la Lombardia) possiedono nel caso dell'addizionale all'Irpef una capacità fiscale più che doppia (indice pari a 129) di quelli della regione più povera (la Calabria: indice pari a 59).
Lo sforzo fiscale tende invece a presentare i livelli massimi nei comuni turistici o caratterizzati da una forte presenza di seconde case e da molte imprese e strutture produttive, anche perché qui si concentra la più alta esigenza di servizi pubblici di buon livello.
Questo spiega almeno in parte perché i comuni delle Marche siano nettamente in testa alla graduatoria dello sforzo fiscale, nonostante per capacità fiscale risultino tra le regioni meno rilevanti, comunque precedute da tutte le altre regioni del Centro-Nord.

Per Cna e Confartigianato regionale, "i contribuenti marchigiani sono più tartassati dai comuni perché più produttivi". "Non vorremmo - concludono le due associazioni degli artigiani - che siccome i comuni delle Marche hanno dato ampia prova di essere capaci di sostenere uno sforzo fiscale ben superiore alla loro capacità fiscale, vengano penalizzati, con il federalismo fiscale, nel ricorso ai fondi perequativi e siano costretti ad continuare a avvalersi più degli altri di questa straordinaria capacità di leva fiscale sui loro cittadini".

Una notizia che colpirà certamente i marchigiani, già sulle spine per le nuove tassazioni imposte dal decreto d'emergenza del Governo Monti.
 

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