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Meccanici, ristoranti e hotel: la tendenza nei dati della CNA: «Ora la ripartenza»

La CNA di Ancona è stata invitata a partecipare al consiglio comunale dedicato al commercio. L’associazione di categoria ha presentato i dati del 2020

La CNA di Ancona è stata invitata a partecipare al consiglio comunale dedicato al commercio. L’associazione di categoria ha presentato i dati del 2020 sulla natimortalità. L’analisi della CNA si concentra negli ultimi 10 anni che ci permettono di individuare la tendenza in atto, con il 2011 come punto di partenza. L'andamento riportato in una nota stampa dell'associazione. 

Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione auto e moto

 «Si conferma la tendenza alla decrescita numerica del comparto, rilevata già l’anno scorso: il calo in 10 anni è pari a -444 imprese, quasi un 15% di imprese in mero rispetto all’anno di riferimento del 2011. I presupposti del 2020 non facevano ben sperare, i dati però ci segnalano che non è stato il peggiore dei 10 anni presi in considerazione: dopo l’annus horribilis 2018 con un -4,42% rispetto all’anno precedente, seguono in termini di calo il 2019 con 2,77% e il 2012 con -1,65%, infine al 4 posto di questa non invidiabile classifica troviamo il 2020 con un -1,64%.  Sulle motivazioni che potrebbero aver inciso nel “contenere” i danni economici di questa pandemia abbiamo già scritto, brevemente riportiamo qui alcune riflessioni: la liquidità agevolata sotto varie forme (statale, regionale); rinvio di molte scadenze al 2021 (mutui, contributi, etc.); I ristori (sotto varie forme) provenienti, anche questi, da più parti (Stato, Regione, Comune); Come avevamo già rilevato a inizio anno, ora si pone il problema del tempo: più durerà la pandemia e più c’è il rischio di un tracollo delle imprese. Il rinvio di molte scadenze fiscali (per es. i contributi) e dei mutui (con la moratoria Covid messa in campo dal governo) ha permesso probabilmente di alleggerire la pressione sulle imprese nel 2020. Ma tutto il carico fiscale e debitorio rischia di scaricarsi sull’anno in corso e congiunto con il prolungarsi dello stato di crisi potrebbe innescare un aumento della mortalità delle imprese. Andando ad analizzare, invece, il comparto turismo, dove ritroviamo anche imprese della ristorazione, che l’anno scorso avevamo individuato come quello destinato numericamente a crescere e a sostituire parte del settore commercio, è evidente che quella crescita registrata l’anno scorso ha subito una battuta di arresto».

Alloggio e ristorazione 

«Il dato positivo che si può riscontrare nella tabella sopra esposta è che nonostante la pandemia, il saldo del comparto, in 10 anni, è positivo e l’aumento percentuale (pari al 20,07%) è superiore al calo percentuale del commercio in 10 anni (-14,96%). Il rallentamento del 2020 (-1,17% rispetto all’anno precedente) è del tutto naturale in un contesto economico colpito dalla pandemia che ha messo in difficoltà in misura principale proprio il settore del turismo e della ristorazione. E’ probabile, finita l’emergenza Covid, che il settore possa ritornare a crescere. Naturalmente molti di noi ripongono aspettative importanti nel comparto del turismo e della ristorazione, questo perché i margini di crescita nel turismo, per la nostra città, ci sono ancora. Il successo delle crociere è stato sicuramente un tassello importante nella strategia di crescita, ma occorre andare avanti, sperimentare nuove strade e nuove iniziative che permettano di creare opportunità per le imprese del settore».

Il segretario della CNA di Ancona Andrea Cantori è quindi intervenuto illustrando le proposte dell’associazione. «Le politiche che in questa fase può mettere in campo il comune di Ancona, finché perdurerà questo stato di crisi, dovrebbero essere basate su ristori e tagli di imposte che permettano alle imprese di resistere. Abbiamo apprezzato lo sforzo fatto sulla tassa di occupazione di suolo pubblico, sulla Tari e sui canoni e riteniamo che tale strategia debba essere mantenuta (e se possibile incrementata) fino alla fine dello stato di emergenza. La politica degli aiuti, statali – regionali – comunali, infatti, è l’unica che può permettere la sopravvivenza del piccolo commercio e dei settori contigui. E’ evidente che, finita la crisi Covid, la strategia dovrà mutare ed iniziare invece a pensare alla ripartenza. Gli investimenti programmati (e in alcuni casi già operativi) sono utili sia per l’economia in generale, sia per permettere di ripartire fin da subito con il passo giusto. Sotto il punto di vista degli investimenti, sicuramente prioritari sono quelli che riguardano il commercio: il progetto di riqualificazione del mercato di piazza d’Armi e quello del mercato delle Erbe Centrale sono per esempio due progetti fondamentali per far ripartire il piccolo commercio. In particolare la nostra associazione sottolinea la necessità di accelerare su questo ultimo progetto, visto che ormai sono passati anni dalla decisione di ristrutturare l’edificio di inizio 900 e le condizioni estetiche non sono dignitose. In attesa di una ripartenza, è fondamentale inoltre che l’amministrazione comunale continui sulla politica intrapresa per la valorizzazione dell’Ancona turistica. In particolare ci riferiamo al progetti portati avanti dall’assessorato alla cultura. In primo luogo il completamento del contenitore culturale della città, la Mole Vanvitelliana, che deve terminare il suo processo di ristrutturazione. In secondo luogo riteniamo utile andare avanti con il percorso di “Ancona destinazione turistica” che potrebbe permettere di individuare una vocazione principale e dare una direzione definitiva alla politica turistica. La ripartenza sarà basata esclusivamente sulla campagna di vaccinazione: più sarà rapida e più riusciremo a ripartire in maniera celere. E’ evidente che l’estate del 2021 rappresenta ancora un grande interrogativo: è infatti probabile che le vaccinazioni non siano numericamente rilevanti e che quindi gli eventi che saranno organizzati dovranno ancora tenere in considerazione norme covid stringenti. Auspichiamo, però, che già da questo Natale 2021 si possa mettere in campo una strategia di ripartenza. Riteniamo infatti fondamentale che in questo anno si ritorni ad una politica di eventi importanti e numericamente consistenti nell’ambito del Natale 2021, altrimenti le conseguenze per le imprese più piccole, in assenza di aiuti consistenti, potrebbero essere drammatiche».


 

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