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Domenica, 23 Gennaio 2022
Economia Jesi

Caterpillar conferma la chiusura e cerca un nuovo acquirente, lavoratori occupano la SS76

Incontro questa mattina tra le organizzazioni sindacali e la direzione di Caterpillar. Intanto i lavoratori hanno occupato per alcune ore la superstrada 76

JESI - Caterpillar, la multinazionale statunitense, conferma la volontà di chiudere il sito di Jesi ma anche la disponibilità a cedere le attività e i lavoratori nel caso di adeguate manifestazioni di interesse. Il gruppo avrebbe dunque già individuato un advisor per sviluppare quanto prima un lavoro di ricerca e di individuazione dei soggetti interessati. E' questa la posizione presentata ai sindacati oggi nel corso del tavolo al Mise che si è svolto a pochi giorni dalla presentazione del ricorso di urgenza presentato da Fim Fiom e Uilm che sarà dibattuto il 9 febbraio prossimo. In bilico al momento dunque resterebbero circa 270 lavoratori. E i sindacati hanno ribadito ancora oggi , si legge in una nota unitaria, «con estrema chiarezza» di non condividere la decisione di chiudere o stabilimento di via Roncaglia e alla luce della nuova disponibilità arrivata dall'azienda hanno chiesto a Caterpillar «una sospensione dei tempi della procedura di mobilità affinché l'Advisor possa avere il tempo adeguato per svolgere il lavoro di analisi e ricerca». Intanto i lavoratori non si arrendono ed oggi hanno deciso di far sentire ancora una volta la propria voce con un corteo di protesta lungo la SS76. 

«Solo così si renderebbe efficace e credibile una ricerca di soggetti industriali con la finalità di mantenere in funzione lo stabilimento di Jesi», proseguono Fim Fiom e Uilm. Una richiesta su cui l'azienda, dopo lunga discussione, si è riservata una risposta già dai prossimi giorni. Già nella giornata di giovedì 20 gennaio prossimo si terrà comunque, una visita al sito da parte di un'azienda interessata allo stabilimento. Pollice verso dei sindacati invece alla richiesta della multinazionale di iniziare la discussione su tutti gli strumenti e/o azioni diversi dalla reindustrializzazione, «ritenendo prioritario l'obbiettivo della continuità produttiva del sito». Infine, «abbiamo chiesto che anche Caterpillar, al pari del sindacato, chieda la convocazione di un tavolo presso il Mise affinché anche il ministero faccia assumere a questa vertenza un'importanza di livello nazionale e non relegata solo all'interesse delle istituzioni locali». Per questo mercoledì prossimo, 19 gennaio, Fim Fiom Uilm hanno convocato sotto il dicastero di via Molise a Roma, un presidio ad hoc.

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