Caos Ateco, la CNA chiede il ristoro sul calo del fatturato

L’Associazione, sia sul piano Nazionale, che Regionale chiede un intervento urgente per tutte le attività che stanno risentendo del calo dei consumi

Massimiliano Santini

MARCHE - L’ambito di applicazione dell’autocertificazione, la giungla dei codici Ateco, le variopinte interpretazioni normative stanno creando tanta confusione e difficoltà di applicazione della normativa generale, che da ieri ha visto il nostro territorio colorarsi di arancione e quindi sottostare alle progressive restrizioni previste. A parlare è Massimiliano Santini, direttore generale della Cna di Ancona.

«A prescindere da ciò che riportano curiosamente i canali social e qualche bizzarra interpretazione fuori dal coro, per noi resta il principio generale che la CNA ha sempre seguito, ovvero la versione autentica della norma in base a ciò che riferiscono dalle Autorità competenti, accanto all’appello alle nostre imprese di rispettare rigorosamente i protocolli anti Covid. Ad esso fa il paio però il nostro appello alle Istituzioni di riconoscere e rispettare la serietà e la dignità delle nostre imprese, che si traduce e sostanzia nel riconoscimento da parte del Governo nazionale e regionale del danno diretto ed indiretto prodotto dalle restrizioni operate, che a questo punto deve avvenire a prescindere dal codice Ateco, bensì in base al calcolo del calo di fatturato comparato all’anno precedente. La CNA dunque chiede ad ogni livello un ragionevole, ma deciso ripensamento dei criteri adottati per l’assegnazione dei ristori. L’allargamento delle restrizioni su base territoriale rende superflua la distinzione tra le attività chiuse per ordinanza e quelle che, pur rimanendo aperte, vedono il proprio giro d’affari fortemente ridimensionato. Il crollo della domanda sta interessando segmenti sempre più ampi di mercato, tali da rendere chiaramente inadeguato il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile, ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia, basti pensare a tutto il circuito degli eventi. Detto ciò, appare quanto mai evidente che dovranno essere stanziate ulteriori e robuste risorse finanziarie per fronteggiare una situazione purtroppo in rapido peggioramento, soprattutto se i sacrifici in corso non ci consentiranno di vedere la luce per fine mese e tornare a respirare a Natale».

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